Viaggiare in luoghi splendidi, esplorare il mondo, conoscere diverse culture e fare un lavoro brioso, dinamico e che piace. Possibile? Il cambiamento può portare anche a questo: ecco com’è l’esperienza di Enrico Catalano, barman professionista che nella sua vita vive anticipandolo.

Le opinioni espresse dai soggetti intervistati non rispecchiano quelle degli autori del sito e del titolare del medesimo.

Morris: “Ciao, benvenuto a te che ci ascolti, benvenuta a te che ci ascolti io sono sempre Morris di Sferya.com. Oggi siamo qui con Enrico Catalano. Ciao Enrico”.

Enrico: “Ciao, ciao Morris, come va?”.

Morris: “Tutto bene, tu come stai?”

Enrico: “Benissimo, io sto sempre bene”.

Una vita in viaggio

Morris: “Benissimo, ascolta Enrico, so che ti piace molto viaggiare e quindi ti chiedo quali esperienze lavorative hai fatto all’estero? Dove  sei andato di bello a fare esperienza nell’ultimo periodo?”

Enrico: “Sono partito per Londra, la mia prima destinazione dove sono rimasto per 2 anni. Ho lavorato nella ristorazione, come come barista, per una famosa catena si chiama (e si chiama tuttora Pret a Manger. Poi, volendo specializzarmi nel mondo dei cocktail, continuando a lavorare come barman ho seguito un corso per diventare barman professionista a Barcellona, per un mese.

Finito il corso, visto che ero in Spagna, mi sono detto perché non fare la stagione estiva in Spagna? Quindi sono rimasto qui, ma invece di rimanere a Barcellona ho fatto sei mesi a Maiorca, dove ho lavorato all’Hard Rock Café. Dopo questi sei mesi, che credo siano stati l’esperienza più bella che ho fatto, sono ritornato a Londra per altri 6 mesi. Poi visto che avevo l’aiuto e le conoscenze di un mio amico spagnolo, sono finito in Australia, quindi sono volato a Sidney. Ho fatto quindi un anno a Sidney, sempre lavorando comunque come barman in bei posti, come hotel e bar di sera”.

Morris: “Sì certo, posti come Pret a Manger e l’Hard Rock Café li conosciamo tutti e penso  probabilmente che tutti siamo anche stati loro clienti a Londra o in giro per il mondo. Ascolta, sicuramente sei una persona molto dinamica: ti piace molto viaggiare e ti muovi anche tanto”.

Enrico: “Sì, sì, oltre ad aver fatto queste esperienze ho viaggiato molto anche per andare in vacanza. Ho vissuto in questi tre posti, ma in vacanza ho visitato anche altri posti. Quindi sicuramente viaggiare è quello voglio fare, oltre a fare esperienze”.

Anticipare il cambiamento

Morris: “Fammi capire. In un periodo molto breve di circa tre anni ti sei spostato in tre location molto diverse come stile di vita, come abitudini, come cultura anche. Perché Spagna e Inghilterra, anche se sono entrambe in Europa sono comunque molto diverse tra loro e sono sicuramente diverse dall’Australia. Che cos’è che ti ha spinto verso queste tre mete? Cosa ti ha spinto ad uscire dall’Italia?”

Enrico: “Io ho sempre voluto uscire dall’Italia. Non perché disprezzi l’Italian, anzi io amo l’Italia come Paese. All’inizio è stato solo per fare un’esperienza all’Estero e conoscere altre culture. Ho avuto la possibilità di andare a Londra perché una mia amica mi ha proposto di andare a Londra e ho detto “perché no?” Ai tempi dovevo anche fare un colloquio con la Ryanair, ma allora il mio inglese non era buono. Mi ero detto quindi che se non avessi passato il colloquio sarei partito per Londra. Così è successo. Sono andato a Londra, mi è piaciuta e sono rimasto là.

Perché la Spagna? Perché ha sinceramente avevo voglia di farmi una stagione al mare. Quindi visto che avevo un contatto, quello di mio cugino che stava a Maiorca, ho deciso di sfruttarlo. Quindi sono andato in Spagna. Per quanto riguarda l’Australia ho colto l’occasione di uscire dall’Europa, visto che mi si è presentata l’occasione di andare a Sidney. Ho sempre avuto degli appoggi in tutti i posti dove sono andato”.

Il cambiamento parte da noi stessi: essere artefici del proprio futuro

Morris: “Certo. Ti faccio una domanda: in realtà ad ognuno di noi ogni giorno ci vengono fatte proposte. Quello che vorrei capire se queste tre proposte per cui ti sei mosso con degli appoggi, sono una cosa che hai cercato tu? Cioè, voglio dire, se tu comunque che hai iniziato informarti, a cercare di capire come trovare i contatti che erano là? Voglio dire se oltre ad essertisi presentate queste occasioni, se al tempo stesso sei stato tu a essere proattivo per spostarti dall’Italia?

Enrico: “Quando si fa il primo passo, dal mio punto di vista è sempre meglio avere comunque un contatto, anche perché altrimenti diventa più complesso. Se poi ovviamente il contatto non c’è, ma c’è l’esperienza (come la mia oggi) si può andare anche senza avere un appoggio. Quando è stata la prima volta che sono andato a Londra, non essendo mai stato all’estero, l’appoggio mi ha fatto bene. Così anche per l’Australia (la prima volta fuori Europa). Questo non toglie che molto probabilmente sarei partito un giorno anche senza conoscenze”.

Morris: “Certo, come dico spesso quando parlo con le persone: “Fai il meglio che puoi, con ciò che hai”. Direi che tu applichi a pieno questa filosofia”.

Enrico: “Sì, sì, sì. Guarda io penso che molti sono spaventati a uscire e a fare esperienze. Ma dal mio punto di vista è più facile di quello che si pensa. Una volta fatto il primo passo, è tutto in discesa! Non si va in un altro pianeta, ma in altri Paesi, dove ci sono persone normalissime, che ti trattano normalmente. Si fanno esperienze bellissime, indimenticabili e una volta usciti dall’Italia capita che non si voglia più ritornare. Questo a meno che non si voglia tornare per mangiare visto che bene come in Italia non si mangia da nessuna parte!”

Morris: “Sicuramente, la cucina è il nostro fiore all’occhiello. Ascolta, fammi capire: il cambiamento tu l’hai assolutamente anticipato, facendo 6 mesi da una parte e 6 mesi dall’altra. Di certo non ti fai fermare dal contesto in cui ti trovi, cosa che invece fanno molte persone”.

Enrico: “E non voglio nemmeno fermarmi!”

Le cose non sono sempre facili: ma tutto è possibile

Morris: “Perfetto, l’avevo intuito. Senti, quali sono state le difficoltà che hai trovato in questi vari contesti e come hai fatto per superarle?”

Enrico: “Le difficoltà le ho avute in Spagna? No, non credo. A Londra? Forse i primi 2-3 giorni perché mi mancava casa. Dopotutto era la prima volta che uscivo di casa, quindi, mi mancava la comodità, i genitori eccetera. In Australia? Pensavo a dire il vero fosse un po’ più facile. Abituato a Londra e immaginandomela molto simile in realtà ho fatto un po’ fatica: il fuso orario, il fatto che sei dall’altra parte del mondo, il paesaggio completamente diverso. Da un lato è una cosa positiva, perché comunque sono bei paesaggi; ma dall’altro lato, comunque, è un qualcosa che ti scombussola.
Quindi ci si sente un po’ dei pesci fuor d’acqua. Le difficoltà, però, poi si superano facilmente con il tempo e soprattutto con la routine. Una volta che si trova lavoro e si trova a casa, è possibile ritagliarsi degli spazi della giornata per sé. Le difficoltà, quindi, si superano molto facilmente, anche se poi dipende da persona a persona: c’è chi ci impiega un po’ di più di un mese e chi in pochi giorni riesce a superare le difficoltà”.

La questione lavoro

Morris: “Certo. Fammi capire riguardo a questo discorso del lavoro. Hai toccato un argomento interessante. Quando tu sei arrivato avevi già studiato, attraverso il tuo contatto, un piano per trovare lavoro? Oppure quando sei arrivato, hai iniziato a cercarlo e quindi se partito da zero?”

Enrico: “La seconda opzione. Non appena partito, non avevo lavoro assolutamente. Avevo però gli appoggi che mi davano indicazioni su dove cercare lavoro. Io gli ho seguiti. Una volta poi che si capisce come funziona e si è dentro ai siti del mondo del lavoro, si può andare spediti per conto proprio. Ma all’inizio sono andato alla cieca. Mi è sempre andata bene. Non perché sono io, ma perché a tutti va bene . Sono andato comunque in posti dove il lavoro è facile trovare e se hai buona volontà e non hai troppe pretese lo trovi anche nel giro di una settimana”.

Morris: “Beh questo è importante. Senza raccomandazioni, da straniero (perché appunto italiano) in tutti questi posti anche in una settimana si riesce tranquillamente a trovare lavoro. Veramente “tanta roba”, come si suole dire, rispetto a quello che si sente qui in Italia, per chi ci segue dall’Italia. Insomma è veramente un contesto ben diverso, ecco”.

Enrico: “Io veramente sono uscito dall’Italia perché volevo fare delle esperienze. In Italia non ho mai cercato lavoro e, quindi, dal mio punto di vista non potrei mai dire che in Italia non c’è lavoro o che non si trova lavoro. Io parlo per sentito dire. Dal punto di vista  spagnolo, inglese, australiano posso dire che sono andato in zone molto turistiche, dove il lavoro c’è. Di conseguenza posso dire che in poco tempo si trova”.

Come si anticipa il cambiamento?

Morris: “Quanti anni hai?”

Enrico: “Ho 25 anni”.

Morris: “Sei giovane, ma hai viaggiato già bene e hai già fatto delle bellissime esperienze. Ottimo, ascolta, fammi capire: se tu dovessi dare un consiglio che ci sta ascoltando. Se tu dovessi trasmettere quello che è un po’ il segreto del tuo successo, che ti ha portato ad essere dove sei adesso: che cosa ci potresti raccontare?”

Enrico: “Innanzitutto di non pensarci troppo. C’è molta gente che mi ha fatto questa domanda e che mi ha scritto su Facebook, su Instagram per sapere. Mi hanno fatto tutti la stessa domanda: “Qual è il tuo segreto?” “Come hai fatto?” “Ti stimo!” Guarda. Io non ho fatto niente di che, ho solo preso la decisione e sono andato. Dicono che non è facile, che ci vuole coraggio. Ma in realtà io dico di no: io l’ho fatto facendo semplicemente la cosa più semplice del mondo, cioè non ho pensato, ho preso e sono andato. E sono andato in mete comunque molto ambite, non in zone non-turistiche o pericolose. Chiunque vorrebbe andare a Mallorca, chiunque vorrebbe andare in Australia. Quindi se sia la possibilità o si ha la voglia basta dire “Basta, vado” poi il resto viene da sé”.

Morris: “Diciamo che tu giustamente dici “ci ho pensato su poco” ma al tempo stesso mi permetto di aggiungere che sicuramente l’elemento fondamentale a parte “l’istinto”, diciamo, sicuramente c’è stata anche la tua capacità nell’azione. Perché posso anche pensarle le cose, ma se poi non prendo il biglietto aereo e non parto, sicuramente rimango lì”.

Enrico: “Il difficile è fare il primo passo. Andare a Londra, per capirci, poi da Londra spostarsi in Spagna è stato qualcosa molto molto rapido, molto normale. Il primo step è quello che frena molti. Però una volta che sei giro, ti dici “se sono arrivato qua perché non posso arrivare dall’altra parte?” E quindi si fa, si fa tranquillamente”.

La vita nel mondo

Morris: “Come qualità di vita, come ti sei trovato? Mi dicevi prima a microfoni spenti che comunque a Londra c’è tantissima gente. Quindi anche quando cammini per strada stai stretto: è un po’ così ovunque o solo in certe vie di Londra? Raccontami un po’. Io Londra la amo, quindi mi interessa la cosa”.

Enrico: “Londra è una città che o la ami o la odi quindi io ho sempre detto che è la città di tutti e di nessuno. Londra è una città che comunque quando incominci a conoscerla bene sai i giorni e i posti dove andare e dove non andare. Londra è una città enorme e molto turistica. In centro, nelle principali Oxford Street e Regent Street (per chi c’è stato) io evito di andare. Mi è capitato di andarci perché lavoravo lì, perché dovevo quindi passare per forza, però se posso evitare, evito. Londra è talmente grande, ha tantissime cose da fare, tante cose da vedere che anche se eviti quelle due vie si vive tranquillamente. Poi i fine settimana cercavo sempre di non andare in centro, ma di andare in periferia. Londra ha molte periferie belle e  offre tanto e si cerca di stare nei parchi. Londra è una città che io amo, bellissima, che avrò sempre nel cuore però un conto è andare in vacanza un conto è viverla. Sono due cose diverse”.

Morris: “Dacci un resoconto, come quello che hai fatto adesso per Londra, per Maiorca e per Sydney. Cosa ci puoi dire?”

Enrico: “Anzitutto Londra come grande città è frenetica, mentre Maiorca è più piccola, nonostante d’estate si riempia di turisti, è comunque una città piccola. Quindi non è caotica, si gira tranquillamente. io mi sono anche comprato una bicicletta per girare in bicicletta, però poi alla fine sono sempre andato a piedi sia al lavoro che in giro per la città. Poi c’è il sole. L’ho scelta per quello, perché non è una città come Barcellona, per esempio.

Sidney invece è una grande città. L’unica differenza tra Sidney e Londra… sarà la distanza, la grandezza… a Sidney se si va in centro città, non c’è la calca che c’è a Londra invece. Sidney è una città molto vivibile, anche perché c’è sempre sole tutto l’anno, è una città sul mare. C’è una zona più tranquilla, dove abitavo io, e il centro città dove ci sono tutti gli uffici”.

Morris: “Certo, mi sembra di capire che anche se parliamo di Europa in Spagna e a Londra comunque sostanzialmente erano contesti molto differenti tra loro e quindi hai avuto l’occasione di scoprire modi diversi di vivere, in realtà completamente diverse.

Bene siamo stati nei tempi perfetti. Quindi a questo punto chiudiamo l’intervista: “cambia vita in 15 minuti”.

Enrico: “Ok, cambia vita in 15 minuti!”

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