Fare un lavoro che ti consente di lavorare in ogni angolo del mondo: come il cambiamento dinamico ha portato un esperto del mondo della ristorazione a lasciare l’Italia e a trasferirsi all’estero.

Le opinioni espresse dai soggetti intervistati non rispecchiano quelle degli autori del sito e del titolare del medesimo.

Lavorare nella ristorazione: dalla notte al giorno

Morris: “Ciao e benvenuto a te che ci ascolti, benvenuta a te che ci ascolti io sono sempre Morris di Sferya.com e oggi siamo qui insieme a Fabio Binda. Ciao Fabio”.

Fabio: “Ciao Morris, ciao a tutti e buongiorno”.

Morris: “Allora Fabio, dicci un po’ chi sei e di cosa ti occupi?”

Fabio: “Io mi chiamo Fabio, sono nato e cresciuto in Italia. Ho 37 anni, però sembro più giovane, no? Ora vivo in Spagna, nell’arcipelago canario a Gran Canaria e dirigo il dipartimento Food and Beverage di un hotel qui sulla costa”.

Morris: “Ottimo. Posso confermare che sembri più giovane degli anni che hai, ma probabilmente, a mio avviso, è dovuto al luogo incantevole in cui vivi e dove c’è un altro stile di vita rispetto al continente. Probabilmente è quello”.

Fabio: “Così mi stai togliendo dei meriti, ma va bene, potrebbe essere anche così”.

Morris: “Ascolta, allora dimmi un po’ qual è stato il percorso evolutivo che ti ha portato dove sei ora? Sei uscito dalla scuola e subito ti sei trovato dove sei ora o ci sono stati dei passaggi graduali che ti hanno portato al risultato che stai vivendo in questo momento?”

Fabio: “No, chiaramente i risultati sono stati molto graduali, anche se è vero che mi occupo di ristorazione sin da quando ero ragazzino, fin da prima di finire la scuola a dire il vero. Ho cominciato come tantissime persone facendo il cameriere il fine settimana in una pizzeria in centro città. Poi ho continuato ad occuparmi di ristorazione, però nel settore divertimento. Per esempio: ho gestito discoteche, discobar, discopub, dove si ballava, si mangiava, ci si divertiva e si ascoltava musica. Il percorso evolutivo quindi è molto vario e ovviamente le esperienze di vario tipo mi hanno aiutato, anche se sono completamente diverse dal tipo di lavoro che faccio adesso.

Poi però sai, gli anni sono passati anche per me (anche se non sembra), si presenta quindi la volontà di non fare più le ore piccole e ci si rende conto che si ha la necessità di evolversi e di cercare un tipo di lavoro più ricercato, dettagliato, impegnativo. Questo mi ha portato a fare delle scelte differenti: quindi a lasciare il mondo della notte e ad avvicinarmi al mondo dei diurni, che alla fine non è poi così male come pensavo un tempo”.

Come cambiano le prospettive di vita, crescendo

Morris: “Quindi diciamo che in origine quando ti occupavi del mondo della notte vedevi il mondo dei diurni un po’ così, in negativo, invece oggi, tutto sommato, ti rendi conto che non è poi così male!?”

Fabio: “Lo vedevo forse un po’ noioso, diciamo così. Però è chiaro che era un retaggio dell’età, diciamo. Sempre settore ristorazione e divertimento era, comunque, sai. Adesso si tratta di un settore divertimento legato alle vacanze, prima si trattava di un settore divertimento legato al notturno e al fine settimana, con un altro tipo di pubblico, più giovane, ovviamente. I cambiamenti sono molti, le cose sono completamente diverse ma ci sono alcune analogie”.

Cambiamento dinamico: cambia il mondo o cambi tu?

Morris: “Visto che sei in tema di cambiamento. All’interno della ristorazione, da quando hai iniziato o da quando gestivi (mi dicevi) l’enoteca, quindi con una clientela selezionata con gusti molto particolari: il cambiamento in che modo ha agito? Le persone che si sono rivolte a te nel corso degli anni a livello di ristorazione ti chiedono le stesse cose che ti chiedevano qualche anno fa o hai dovuto evolverti nel tuo modo di lavorare? Cioè hai dovuto seguire delle richieste diverse rispetto al passato per i tuoi clienti?”

Fabio: “No, le cose sono completamente cambiate. Ho una carriera di quasi vent’anni alle spalle perché, come detto, ho iniziato a lavorare da ragazzino e oggi ho 37 anni. Il cliente e le conoscenze che hanno i clienti oggi sono totalmente differenti e anche le esigenze. Quello che intendo dire è che il cliente un tempo riceveva molte meno informazioni. Adesso in fin dei conti può cercare autonomamente un sacco di informazioni attraverso il web o anche perché è diventato molto più facile viaggiare. Il cliente arriva a te, quindi, con molte più informazioni rispetto a prima.

Quindi devi essere preparato, perché il cliente “sa” o comunque si accorge se “sai” sull’argomento relativamente al quale ti sta facendo domande. Questo è l’aspetto forse più evidente del cambiamento che c’è stato nel lavoro mio fine anni Novanta e del lavoro mio 2.0.

Per esempio, adesso che vivo alle Canarie: è difficile spacciare un piatto italiano se non è veramente italiano, perché un cliente nord-europeo prima di venire in vacanza qui è stato, nella maggior parte dei casi, anche in Italia, quindi sa. Chi viaggia sa cosa aspettarsi, anche se non la conosce a menadito, la pizza italiana, il caffè italiano, un buon vino rosso li ha presi”.

Morris: “Possiamo dire che in qualche modo la concorrenza del “parmasano al posto del parmigiano” non funziona più perché c’è la conoscenza del cliente. Mi sembra di capire questo, no?”

Fabio: “Sì chiaramente. Internet sicuramente è stato una svolta importantissima, specialmente nel settore turistico. Questo è sicuramente uno dei settori che di più gode dell’avanzamento della tecnologia. Il turismo è legatissimo alla tecnologia: qualsiasi turista o cliente prima di partire per una vacanza, come facciamo tutti, fa delle ricerche sul Paese che va a visitare. Si informa e quindi ti trovi con un cliente molto preparato su quello che andrà a visitare e su quello che andrà a mangiare e bere. Il turista è preparato non solo sul posto e sulle zone che va a visitare, ma anche su posti che ha visitato ovviamente in precedenza. Ti ripeto l’esempio di poco fa: chi viene alle Canarie e va in un ristorante italiano, conosce i piatti. Viaggiare oggi, d’altronde, è più facile rispetto a 20 anni fa, grazie anche ai voli low cost: questo ha cambiato totalmente la cultura e la mentalità del cliente.

Perché cambiare anche Paese?

Morris: “Ascolta, dimmi che cosa ti ha spinto a trasferirti a Las Palmas? Visto che mi hai detto che sei nato e cresciuto in Italia ci deve essere stato qualcosa che ti ha spinto a cambiare radicalmente i tuoi orizzonti futuri”.

Fabio: “Io ho avuto il grande vantaggio che il mio lavoro lo posso fare praticamente in qualsiasi angolo del mondo. Si tratta di un lavoro legato al turismo, quindi in qualsiasi posto dove ci sia turismo posso lavorare. È inutile però negare che qui c’è una qualità di vita che è veramente ottima, qui è favoloso si sta davvero bene e non ultimo, anche se non è la motivazione che mi piace più esternare, negli ultimi anni il nostro Paese non sta offrendo alla nostra fascia d’età grandi possibilità”.

Morris: “Certo, questo è un po’ quello che sento dire dalla stra grande maggioranza delle persone a cui faccio queste interviste. Pur essendo persone di successo mi parlano spesso da un Paese europeo o asiatico, ma sicuramente ce ne sono poche che parlano dall’Italia o che hanno intenzione di restare dove sono adesso.

Purtroppo è un peccato perché sarebbe un Paese che ha moltissimo da offrire, ma effettivamente se non c’è un contesto che ci permette di restare dove siamo è logico che una persona inizi ad entrare nell’ottica di spostarsi e trovare lidi migliori per i propri progetti e per il proprio futuro”.

Su questo argomento, con i Canariani che tipo di rapporto hai? Come ti sei trovato in questo nuovo contesto? Come vedono loro l’italiano?

Fabio: “Guarda con i Canariani mi sono trovato splendidamente, anche con gli Spagnoli in generale. Anche se è chiaro che all’inizio lo scotto lo paghi perché parliamo di un’isola e sei visto come lo straniero. Ma è una cosa che si dimenticano in fretta: a loro interessa che non sei qui per “rompere le scatole”, ma per fare qualcosa di buono. Se sei qui per lavorare e per farti la tua vita, ti danno veramente il cuore. Il tipico canariano ha ovviamente una mentalità isolana, nel bene e nel male: o ti accetta o ti elimina. Comunque superato il primo scoglio iniziale, quando si rendono conto che comunque sei una brava persona, con sani principi e rispetti quelle piccolissime differenze culturali che ci sono fra noi e loro, allora con i Canariani non avrai mai nessun tipo di problema. Io vivo al pian terreno con il giardino è non chiudo la porta”.

Morris: “Beh questo è un sogno per chi vive in Italia. Ascolta, dimmi, se potessimo riassumere 20 anni di carriera in questo settore con una difficoltà che hai trovato e che sei riuscito a superare? Che cosa ci racconteresti?”

Fabio: “Io direi questo: tornassi indietro, se avessi la famosa macchina del tempo che tutti vorrebbero, (probabilmente dico una cosa di cui non vado fiero e che non direi se non me l’avessi chiesto) è che probabilmente me ne andrei prima. La difficoltà più grande che c’è in questo momento e che ho avuto io è stata trovare della positività nel nostro Paese. Ho trovato molta più motivazione dal momento che ho deciso “ok, adesso vado”. Negli ultimi anni che ho vissuto in Italia faticavo a trovare la motivazione”.

Come l’esperienza di ieri, ti cambia in prospettiva del domani

Morris: “Ascolta, fammi capire, tu adesso vivi a Las Palmas, sei lì da qualche anno (mi dicevi a microfoni spenti) e dall’Italia ti sei trasferito lì. Il fatto che tu ti senta bene, ti fa pensare di restare sempre qui oppure, chissà, per il futuro se dovesse cambiare qualcosa ci impiegherai meno tempo a trasferirti altrove, anche non in Italia, e vivrai più positivamente il fatto di trasferirti, rispetto a quando hai lasciato l’Italia”.

Fabio: “Questa esperienza mi ha dato grande consapevolezza, di cui farò grande tesoro sempre e che porterò sempre nel cuore, che è quella di cambiare quando lo senti necessario. Senza averne assolutamente paura perché non ce n’è ragione. Io oggi sto benissimo qui. Se domani dovessero però cambiare delle cose, per esempio, come successo in Italia, (consideriamo che negli anni Novanta si stava benissimo e poi improvvisamente, economicamente parlando, sono successe cose che hanno reso il Paese meno gradevole di quello che era), anche se spero di no, in quel caso sicuramente non impiegherei più anni a prendere la decisione di andarmene. Me ne andrei molto più rapidamente”.

Morris: “Bene. A questo punto, Fabio, grazie di essere stato qui con noi. A questo punto chiudiamo l’intervista: cambia vita in 15 minuti!”

Fabio: “Cambia vita in 15 minuti!”

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