Una vita in movimento, un lavoro dinamico fatto di investimenti in molteplici campi: ecco come prevenire e rendere il cambiamento un’opportunità da non perdere. Intervista a Filippo Ridani.

Le opinioni espresse dai soggetti intervistati non rispecchiano quelle degli autori del sito e del titolare del medesimo.

Il cambiamento: quando la strada è un “fuori programma”

Morris: “Ciao, benvenuto, benvenuta a te che ci stai ascoltando. Oggi siamo qui con Filippo Ridani che ci parla della sua esperienza imprenditoriale e lavorativa. Innanzitutto ti dico che oggi è un intervista un po’ particolare perché Filippo Ridani è stato il caro amico che a suo tempo per la prima volta mi ha portato in Romania e che mi ha fatto conoscere questa realtà che, nonostante sia vicina all’Italia, noi percepiamo molto lontana come vedute, come cultura, come società e come tante altre cose.

Per me quindi oggi è un po’ un giorno speciale perché ho un rapporto di stretta amicizia con Filippo. Bene, ma adesso passiamo a parlare un po’ con Filippo. Di cosa ti occupi?”

Filippo: “Intanto grazie della presentazione, Morris. Ciao a tutti coloro che stanno ascoltando questa intervista. Io mi chiamo Filippo Ridani, ho 35 anni e da una decina di anni, da quando ho finito di studiare, sono un imprenditore all’estero. Io ho un’azienda, in Romania a Timisoara per la precisione, che sviluppa lottizzazioni. Noi quindi compriamo un terreno, lo risistemiamo, ci portiamo le utilità e poi vendiamo i lotti. Siccome non sono sempre là, un cantiere diventa complicato da seguire, quindi, per ottimizzare vendiamo semplicemente il lotto. Si tratta comunque di un bel business oggi perché la Romania è in un momento di esplosione a livello economico, quindi direi che sono al posto giusto al momento giusto”.

Morris: “Assolutamente. Una cosa che diciamo gli economisti guardano sempre per sapere come un Paese va, è proprio il settore immobiliare, l’edilizia. Se l’edilizia tira, quindi, tendenzialmente l’economia del Paese è in crescita e quindi è un buon segnale ecco. Ascolta Filippo, una particolarità che mi viene in mente, ma che voglio sia tu a parlarcene: tu hai studiato per il lavoro che stai facendo adesso o hai dovuto in qualche modo prendere strade alternative?”

Filippo: “Assolutamente no. Ho studiato Scienze e tecnologie alimentari a Parma, ho fatto l’ultimo anno come esperienza in erasmus a Valencia e questo mi ha aperto molto la mente. Ho scoperto di non essere uno da chiudersi in laboratorio ad analizzare delle sostanze alimentari, ma di essere più portato per i viaggi, per andare in giro, per conoscere, per un ambiente di tipo economico. Questa esperienza erasmus non è tanto tornativa dal punto di vista accademico, ma è stata importante per il mio percorso personale”.

Morris: “Ascolta, quindi, ci hai parlato un po’ di questo discorso che tu prendi un terreno lo lottizzi, quindi lo rendi edificabile, cioè fai approvare i progetti e rendi il terreno pronto per essere poi dato alle aziende edili che poi costruiscono sopra la casa, se ho ben capito, giusto?”

Filippo: “Sì sostanzialmente è così”.

Morris: “Ok, sai, io ti conosco bene quindi ci tengo a precisare queste cose perché magari chi ci ascolta, però, non è dell’ambito quindi potrebbe non comprendere: queste cose di lotti, di terreni potrebbero essere un po’ fuori dalla propria realtà. Ascolta, una cosa su cui io rifletto sempre, e sai che ogni tanto ne parliamo anche insieme, è su questa cosa dell’immobiliare, dell’immobile, del terreno.

È un ambito che mi lascia sempre un po’ pensare perché con il cambiamento che agisce continuamente, costantemente, sappiamo che tutto potrebbe cambiare: le leggi, le procedure. Ci sono tutta una serie di cose con cui dobbiamo vivere un po’ “alla giornata”: avere lì degli immobili, dei terreni che non si possono spostare non è come avere, non so, 100mila euro in borsa che si può dire “li disinvesto” e anziché prendere titoli in Amazon vado a prendere titoli in Ryanair, ecco.

Le difficoltà e le opportunità di una vita dinamica

Morris: “Ti chiedo come affronti il cambiamento davanti a quello che è stato un po’ il tuo percorso? Cioè in che modo ti sei reinventato davanti alle difficoltà che hai trovato?”

Filippo: “Principalmente cerco sempre di ascoltare tutti. Essendo in un ambito imprenditoriale mi propongono tante cose, infatti. Vedo e incontro tante persone, parlo con loro, vedo cos’hanno da offrirmi e poi valuto. La maggior parte delle volte non ce la faccio: magari sono operazioni interessanti, ma siccome sono sempre avanti e indietro dalla Romania, dall’Italia, dalla Spagna (ho un appartamento anche lì, cosa che non ho detto e che sto pensando di comprarne anche qualche altro per aprire un altro fronte) e il tempo non è infinito, ovviamente, devo dedicarlo un po’ di qua e un po’ di là, non posso aprire tanti altri fronti.

In ogni caso io ascolto tutto, sento tutte le persone, mi faccio fare le proposte e, come detto, poi valuto perché chiaramente devo fare le mie valutazioni personali e non solo ascoltare quello che mi dicono, anche se è tutta gente di cui mi fido o amici di persone che conosco. Ugualmente io devo guardare al mio business e devo guardare alle mie possibilità, sia di tempo che economiche”.

Morris: “Quindi potremmo dire che più che un imprenditore nel settore immobiliare, sei un imprenditore adesso nel settore immobiliare, mi sembra di capire”.

Filippo: “Certo, se mi capitano possibilità di altro tipo ben volentieri”.

Morris: “Ottimo”.

Filippo: “Sono aperto a ogni possibilità”.

Morris: “Ascolta Filippo. Ognuno di noi dal momento che si mette in gioco si trova ad affrontare difficoltà a volte ogni giorno o a volte si riescono a trasformare in opportunità e quindi si risolvono.

Un italiano all’estero: le difficoltà

Morris: “Tu che hai viaggiato tanto e hai realtà imprenditoriali, come ci stai dicendo, in Spagna e in Romania e in passato hai valutato anche altre realtà europee e nel mondo: qual è la difficoltà principale che ti sei trovato ad affrontare? Quali sono le difficoltà di un italiano all’estero che si affaccia a business alternativi rispetto a quello che normalmente fai?”

Filippo: “Sono due le cose che mi hanno un po’ messo in difficoltà:

  • all’inizio l’età: sono andato in Spagna per cercare un appartamento che avevo 25-26 anni e non mi vedevano come un interlocutore serio perché troppo giovane. Poi col passare del tempo chiaramente anch’io ho acquisito una sicurezza e una professionalità diversa. Col tempo e con l’esperienza questo già non lo noto più e le cose sono diverse.
  • Poi andando in un ambiente estero bisogna innanzitutto capire che cosa dicono perché c’è una lingua diversa, poi bisogna trovare le persone giuste che ti vogliano aiutare e non abbiano pregiudizi o, come si dice, “ce l’abbiano con lo straniero che va nella loro terra a fare qualcosa”.

Queste sono state un po’ le difficoltà. In Romania c’è voluto tanto tempo prima di riuscire a formare una squadra intorno a me che mi supportasse in ogni step dello sviluppo, non è stata una cosa veloce, assolutamente”.

Morris: “Sì, infatti, concordo. Anche io per quello che riguarda le mie esperienze ho trovato il pregiudizio nei confronti dell’italiano. Per carità a volte è un valore aggiunto, in certe realtà, ma in altre mi sono accorto anche io che si viene visti comunque come lo straniero che viene ad “invadere” la propria nazione. Di conseguenza a seconda delle persone possiamo essere neutri ai loro occhi, un vantaggio o uno svantaggio.

Provare e riprovare: determinazione e forza di volontà

Ascolta, quando ti sei trovato ad affrontare queste difficoltà (anche se per quanto riguarda il problema dell’età, ovviamente, ha aiutato il tempo), hai cercato nel frattempo di fare qualcosa per cercare di risolvere questi problemi, ti sei fermato o hai cercato altre persone che avessero una visione diversa per quanto riguarda il pregiudizio e l’aspetto dell’età che avevi in quel momento? Cioè ti sei fermato e hai detto “aspetto dieci anni e riprendo il discorso più avanti” o ti sei dato da fare in quel momento cercando altre persone più disponibili?”

Filippo: “L’esempio è in Spagna: quando sono andato alla ricerca di un appartamento sono entrato in 10-15 agenzie. 3-4 non mi hanno considerato, qualcuna mi ha fatto vedere della roba scadente, un paio di agenzie, principalmente una, da cui poi ho comprato mi hanno proposto invece quello che volevo. Andando avanti, quindi, provando e riprovando ho trovato la persona giusta che questo pregiudizio non l’aveva. Tra l’altro siamo anche diventati amici e sono ancora in contatto con questo agente immobiliare. Però questo è un aspetto secondario”.

Morris: “Nonostante le difficoltà, quindi, hai continuato ad andare avanti per la tua strada perché avevi un obiettivo ben definito. Determinazione e forza di volontà quindi per arrivare all’obiettivo”.

Filippo: ” Assolutamente, altrimenti mi dovevo fermare subito”.

Coraggio e rischio sì, ma con prudenza: la formula del successo

Morris: “Ascolta, se avessi un segreto, un abilità che sei riuscito in particolar modo a coltivare nella tua esperienza imprenditoriale e volessi condividerlo con chi ci sta ascoltando quale sarebbe? Qual è il tuo segreto per ottenere successo in questo ambito o che cosa consigli di sviluppare, come abilità, a chi ci ascolta?”

Filippo: “Ci vuole coraggio, questo sicuramente. Nessun investimento è sicuro al 100%, o meglio: un investimento sicuro è poco produttivo e se si vuole fare qualcosa in più bisogna rischiare e avere coraggio. Questo ovviamente con un po’ di grano salis, non buttarsi a capofitto, ma valutare i pro e i contro e valutare se le possibilità di riuscita sono superiori a quelle di fallimento. E soprattutto non andare mai oltre ai propri limiti economici: bisogna mangiare, bisogna vivere, quindi non posso buttare tutto quello che ho nello stesso calderone.

Se mi “va male” poi “mi ritrovo fregato”: bisogna variare e rischiare solamente quello che si può perdere o quello che si può mettere in gioco. E non in un solo punto, bisogna variare gli investimenti. Questo secondo me, poi ovviamente ognuno ha la sua visione e ognuno ha il suo modo di vedere le cose. “Buttarsi a capofitto in un investimento”: se va bene, potresti aver risolto la tua vita, ma se va male? Io sono una persona prudente, quindi, agisco così ma ognuno fa quello che crede”.

Morris: “Su questo discorso mi riallaccio a una cosa che stiamo vedendo un po’ in tutto il mondo e che ti dà ragione. Oggi stando andando di moda le cryptovalute o le ICO (per chi non le conosce vuol dire Initial Coin Offering: per cui diciamo un’offerta iniziale di un progetto che viene sviluppato con base iniziale in cryptovalute). Il punto è che si fanno delle proiezioni mirabolanti in cui in pochissimo tempo si duplica, quintuplica, decuplica il valore iniziale investito e sempre più spesso mi rendo conto che questi progetti (anche se ci sono quelli seri e sani) molte volte partono sulla base di una spinta emotiva dell’investimento.

Quando con le tue parole parli di prudenza, invece, appunto non agisci “di pancia” nel fare gli investimenti. Giusto?”

Filippo: “Assolutamente no, sarebbe la maniera migliore per sbagliare investimenti”.

Morris: “Infatti poi tanti si rivelano, purtroppo, anche delle truffe riguardo a queste ICO. A parte questo discorso, comunque sia, quindi in una prima fase mi sembra di capire che tu analizzi i numeri, fai un’analisi approfondita di quelli che sono i parametri, la capacità di rientro dall’investimento e quindi un’analisi fredda dei dati numerici per capire se effettivamente c’è la fattibilità o meno per vedere se poi c’è il risultato che viene promesso”.

Filippo: “Quello sì, ma è importante anche parlare con tante persone. Parlare con più persone possibile, anzi”.

Morris: “Questa è una cosa importante e ci tengo a soffermarmi un attimo. All’interno di quella che è la tua esperienza mi sembra di capire che tu sia riuscito nel corso del tempo a costruire un network di relazioni con altri imprenditori nel tuo ambito o in ambiti vicini e che questo ti dà modo di creare il confronto e di scambiare pareri anche sulle proposte innovative che ti vengono fatte. Ho inteso giusto?”

Filippo: “Sì, non un network particolarmente potente, ma se sei in zona qualcuno si trova sempre con cui parlare. Anche non un amico o una persona con cui si scambiano altri business, ma qualcuno che consigli, che parli, che dica la sua c’è sempre. Anche lì poi bisogna valutare se è una persona che ha una credibilità ai miei occhi o meno. Questo ovviamente ha più valore rispetto ad una persona totalmente sconosciuta”.

Morris: “Grazie Filippo per questi spunti che ci hai dato che sono sempre interessanti. Dico io “sempre” perché ti conosco e so che dai sempre spunti interessanti e intelligenti”. Spero che anche per te che ci stai ascoltando siano stati spunti utili anche oggi per arricchire quelle che sono la tua mappa del mondo e la tua percezione di quello che è il mondo imprenditoriale del business.

A questo punto grazie Filippo e come sempre il payoff di Sferya è cambiare vita in 15 minuti quindi siamo stati perfettamente nei tempi, quindi concludo dicendo: “cambia vita in 15 minuti”.

Filippo: “Cambia vita in 15 minuti”!

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