Come possiamo iniziare a essere produttivi? C’è un modo più intelligente di lavorare e che consenta di guadagnare di più lavorando meno? Se sei un professionista come un medico, uno psicologo, un avvocato oppure un digital marketer, un videomaker o qualsiasi altro freelance del settore digital possiamo aiutarti a diventare più produttivo attraverso la tua unicità e il principio di Pareto. Non trovi questi concetti su Google quindi allacciati le cinture che si vola!

Hai presente quando hai iniziato la tua carriera lavorativa? Immaginavi un certo tipo di futuro. Avevi sogni, ambizioni, speranze e uno scopo da raggiungere. Quando abbiamo scelto la nostra professione abbiamo cercato di conciliare le nostre passioni con le prospettive di guadagno.

Ci hanno promesso dei risultati che nella realtà non si sono mai verificati. E non ha importanza quale professione tu faccia o la tua bravura. Non importa se sei un libero professionista iscritto ad albo o un freelance di un settore nato da poco. L’inganno silenzioso è per l’intera categoria.

Il professionista esce dall’università pensando di trovare facilmente lavoro e di guadagnare bene. Ma non è così. E giorno dopo giorno i brillanti sogni lasciano spazio a tiepide soddisfazioni e bocconi amari. A tutto questo si aggiunge la pressione fiscale che nelle moderne democrazie occidentali aumenta di anno in anno, la concorrenza diventa sempre più spietata e si prostituisce per due soldi.

Noi professionisti siamo il chiodo troppo sporgente nel muro della società, che troppo spesso attira il martello degli stati. (Morris Bottazzi)

I margini si assottigliano sempre di più impedendoti di diventare produttivo. Tutti devono guadagnare ma noi vogliamo farlo aiutando gli altri con le nostre competenze. Per questo secondo noi il professionista ha funzione sociale all’interno della collettività di cui fa parte.

Disorganizzazione: come riconoscerla

Quali sono invece le frasi che pensa più spesso un professionista? “Dove trovo il tempo per fare anche quello?”, “Lavoro tanto e alla fine guadagno poco”, “Oggi non ho fatto abbastanza”, “Vorrei 48 ore in un giorno”, “Come faccio a pagare anche quello?”, “Faccio prima a farmelo da solo”, “Sono stanco, non ce la faccio più”, “Non ho mai tempo per me”.

Nel corso del tempo abbiamo incontrato due tipi di professionisti: i “professionisti stress” e i “professionisti relax”. I professionisti stress lavorano al massimo delle loro possibilità, weekend compresi. Lavorano mentre mangiano, rispondono al telefono negli orari più impensabili. Spesso pensano di essere produttivi perché sono impegnati. Nulla di più sbagliato. I professionisti stress sono i primi sfruttatori di loro stessi.

I professionisti relax invece sono quelli che lavorano, si gestiscono in modo indipendente e guadagnano senza troppe pretese. Vivono, lavorano, si coccolano con qualche sfizio, coltivano passioni e fanno qualche vacanza più della media. L’obiettivo è lavorare a sufficienza per soddisfare i propri bisogni. Spesso si fanno condizionare da un tetto massimo di reddito, dovuto a regimi fiscali agevolati o più semplicemente dal “Con questa cifra vivo bene”.

Entrambi questi professionisti hanno un problema e non sanno di averlo. Hanno due braccia, una mente e 24 ore al giorno. La produttività non è una serie di tecniche da utilizzare, è uno stile di vita che si acquisisce nel tempo. Il professionista invece lavora nella più totale disorganizzazione senza saperlo.

Hai presente quando senti di non fare abbastanza? Vedi risultati scadenti e la tua vocina interiore dice che guadagni poco rispetto a quanto meriti? Sono tutti sintomi della disorganizzazione. A quel punto ti accorgi che sei oberato di lavoro, spesso non remunerato, e ti chiedi “ma chi me l’ha fatto fare?!”.

La soluzione a tutto questo è applicare la tua unicità e il principio di Pareto alla tua professione. Chi ha già utilizzato questi strumenti con grande successo? Pensa a Elon Musk fondatore di Tesla, Kevin Systrom e Mike Krieger fondatori di Instagram, Evan Spiegel fondatore di Snapchat, Larry Page e Sergey Brin fondatori di Google, Mark Zuckerberg fondatore di Facebook, J.K. Rowling scrittrice di Harry Potter e Melanie Perkins fondatrice di Canva.

Oggi sono imprenditori e manager ma prima del loro grande successo erano tutti professionisti. Consulenti, ingegneri e freelance. Hanno imparato ad usare consciamente o inconsciamente l’unicità e il principio di Pareto. Puoi farlo anche tu qualsiasi sia il tuo settore, qualunque età tu abbia.

I 6 problemi (nascosti) di ogni professionista

Essere produttivi è una conseguenza di un’attenta analisi di ciò che facciamo. La disorganizzazione si manifesta silenziosamente attraverso 6 problemi che ognuno di noi affronta, generalmente senza saperlo.  Sono tutti limiti al profitto e alla tua produttività.

Il più importante è il primo: il rischio personale. Cosa succede se non lavori? Se hai un imprevisto? Cosa succede se ti impediscono di lavorare? In sostanza, cosa succede se non generi valore per la tua collettività? Smetti di generare profitto e questo è un grossissimo pericolo. Non hai risorse per vivere, per crescere e innovare. La soluzione è guadagnare in maniera svincolata dal passare del tempo, diversificando l’offerta e generando rendite da attività secondarie.

Il secondo problema che limita la nostra produttività sono i dogmi deresponsabilizzanti nascosti. Sono come delle certezze che non possono essere messe in discussione. Ci dicono come dobbiamo guidare la nostra vita. I dogmi deresponsabilizzanti sono pensieri come: “Nessuno fa le cose come le faccio io”, ”I ricchi sono tutti disonesti”, “Si fa come si è sempre fatto”, “Questa cosa è impossibile”, “Se vuoi una cosa fatta bene, falla da solo”.

Non ha molta importanza la provenienza di queste idee: il problema è che non ne percepiamo il peso e difficilmente ne siamo consapevoli. I dogmi non sono giusti o sbagliati: sono utili o inutili ai nostri obiettivi e per questo dobbiamo semplicemente riconoscerli e distinguerli. In modo tale da poter scegliere consapevolmente se lasciarci influenzare, e se sì, quanto. Quello che diciamo sempre ai nostri clienti è che se un dogma ti consente di vivere bene è giusto che tu lo conservi ma devi anche accettarne le conseguenze.

Un altro problema molto diffuso e sentito da noi professionisti è lo stress e la frustrazione. Ma che cos’è la produttività? È la capacità di ottenere il massimo risultato nel minor tempo possibile e al minor costo. Lo stress e la frustrazione sono le conseguenze della disorganizzazione che ci insegnano a scuola. Non è colpa tua ma di quello che ci hanno insegnato. Sai quali sono le 21 motivazioni che spingono i professionisti a rivolgersi a noi?

  • “Voglio organizzare il mio tempo”;
  • “sono stanco di non avere tempo per me”;
  • “voglio libertà finanziaria”;
  • “non riesco a concentrarmi”;
  • “voglio avere più focus sulle priorità”;
  • “sento di non produrre risultati tangibili”;
  • “voglio essere più produttivo”;
  • “mi accorgo di fare mansioni non produttive”;
  • “voglio migliorare i miei risultati”;
  • “penso sempre non ho fatto abbastanza”;
  • “voglio valorizzare il mio tempo”;
  • “ho bisogno di organizzare la mia vita in modo schematico”;
  • “rivoglio una vita serena”;
  • “voglio più tempo per la mia famiglia”;
  • “devo imparare il time management”;
  • “voglio godermi la vita”;
  • “ho perso l’equilibrio tra vita lavorativa e professionale”;
  • “voglio semplificare e organizzare i miei impegni”;
  • “voglio ridurre drasticamente le perdite di tempo”;
  • “sono sempre stanco”;
  • “voglio tranquillità economica”;

Ti è mai capitato di pensare queste cose? Secondo il Reader’s Digest l’adulto medio perde 16 ore all’anno a cercare le chiavi della macchina e in base alla nostra esperienza, la disorganizzazione ruba ad ognuno di noi almeno un’ora al giorno. Spesso chi dice di non avere tempo ne è più vittima. La soluzione è imparare non a gestire il tempo ma gestire te nello scorrere del tempo. In questo modo puoi togliere quel soffocante senso di pesantezza ritrovando il tuo equilibrio.

Hai iniziato la tua professione perché volevi aiutare le persone e amavi ciò che facevi. Il cliente dovrebbe ringraziarti ogni volta che si rivolge a te. Se non succede c’è un altro problema: la clientela a cui ti rivolgi è sbagliata. Perché quando il professionista non sa in cosa è il migliore, accetta lavori da chiunque paghi. Se non sappiamo in cosa siamo eccellenti, di sicuro non possiamo comunicarlo ai nostri clienti e di certo non possono capirlo da soli.

Per questo pagano poco, male e spesso sono irrispettosi della nostra professione. Perché senza di noi troveranno sicuramente qualcun altro e magari spenderanno anche meno. Quando c’è indifferenziazione l’unico parametro che il cliente è in grado di valutare è il prezzo.

I clienti sbagliati rappresentano una perdita di tempo e di profitto. Questo avviene perché non abbiamo identificato una corretta posizione all’interno del nostro mercato. La soluzione è migliorare il posizionamento nel mercato e la nostra comunicazione.

Il quinto problema di ogni professionista è l’aumento della concorrenza che diventa sempre più spietata, abbassando qualità e prezzi. Quando scegliamo quale professione fare, lo facciamo per uno di questi quattro motivi:

  • passione;
  • sbocco lavorativo;
  • maggior profitto;
  • per fare quello che ci riesce bene;

Tutti fanno la scelta in base a questi quattro criteri e di anno in anno i professionisti capaci di offrire lo stesso servizio al cliente aumentano abbassando i prezzi del settore. La soluzione è generare un valore sempre maggiore applicando il principio di Pareto. Questo concetto è conosciuto da tantissimi ma nessuno lo applica nel modo corretto. Almeno nessuno nel nostro mondo. Abbiamo trovato il modo per rendere fruibile e comprensibile questo concetto.

 

L’ultimo problema ma non meno importante è l’incertezza del futuro. Ognuno di noi si sottopone al rischio personale, visto in precedenza, ma anche ad altri tre rischi dovuti all’incertezza del futuro:

  1. il rischio locale;
  2. il rischio settoriale;
  3. il rischio sistemico;

Tutti e 3 sono fuori dal tuo controllo e per questo dovresti fare in modo di eliminare o ridurre l’influenza che hanno su di te. Il rischio locale è legato al luogo in cui decidi di vivere: se in quel contesto si verifica una crisi climatica, economica o di qualsiasi altro genere potresti subire delle conseguenze senza poterci fare niente.

Il rischio settoriale invece è legato al settore in cui scegli di lavorare. Se un intero settore viene bloccato a causa della burocrazia o di qualsiasi altra cosa, tu ne risenti. Più il tuo posizionamento è preciso, definito e laserizzato, meglio è per il tuo profitto ma hai più probabilità di subire questo rischio. Per questo motivo devi assolutamente creare delle attività secondarie, delle rendite alternative che ti proteggano in caso di difficoltà.

Il terzo rischio è quello sistemico: il sistema Paese di cui fai parte può inevitabilmente condizionarti: può limitarti nella tua capacità di generare valore e profitto. Perché se vivi in un paese con tanta burocrazia e forte tassazione, ogni cosa viene rallentata e regolamentata.

Riassumendo, i sei problemi di ogni professionista sono:

  1. rischio personale;
  2. dogmi deresponsabilizzanti;
  3. stress e frustrazione;
  4. clienti sbagliati;
  5. concorrenza spietata;
  6. incertezza del futuro;

Le 3 soluzioni (sbagliate) per aumentare il profitto

Per essere produttivi dobbiamo cambiare il nostro atteggiamento mentale. Cosa fanno invece i professionisti per aumentare la produttività? Cercano di aumentare il profitto senza risultati in uno di questi 3 modi:

  • aumentano il numero dei clienti o le ore di lavoro;
  • vanno a corsi di marketing o gestione del tempo;
  • alzano i prezzi delle consulenze senza aumentare il valore;

Sono tutte soluzioni sbagliate. Aumentare il numero dei clienti è sbagliato perché se associamo il nostro profitto al passare del tempo, significa che se abbiamo un numero di clienti a cui dedichiamo la nostra settimana lavorativa, per averne il doppio dovremmo raddoppiare il tempo di lavoro: è impossibile!!!!

Se ci pensi nessuno vuole più clienti, se tu li volessi potresti semplicemente lavorare gratis e il gioco è fatto! Quello che vogliamo è aumentare il nostro profitto e pensiamo che l’unico modo sia aumentare i clienti. Non è vero e anzi abbiamo identificato 5 modi diversi per guadagnare con 4 tipi diversi di soluzioni per il cliente. Se convertiamo tempo per denaro non è possibile né aumentare il numero dei clienti, né aumentare le ore di lavoro. A meno che venga fatto qualcosa di diverso applicando il principio di Pareto.

Quando invece vengono alzati i prezzi delle consulenze, senza aumentare il valore offerto, nel corso del tempo i clienti vanno alla concorrenza. Se vuoi alzare i prezzi, devi prima diventare l’unico professionista in grado di offrire a quel cliente il valore che chiede.

Anche i corsi di vendita o di gestione del tempo difficilmente sono utili. Generalmente sono per “imprenditori o professionisti”. Hai presente quando ti dicono: ”Se sei un imprenditore o un libero professionista”? L’imprenditore ha una struttura composta da dipendenti, ha sedi, filiali, delega buona parte del proprio lavoro ai suoi sottoposti. Tutte cose assenti per noi professionisti.

Generalmente abbiamo dei colleghi o dei collaboratori esterni ma tendiamo a voler controllare buona parte dei processi. Difficilmente le strategie per queste due figure sono le stesse. Noi siamo sempre secondi e non veniamo seguiti nel dettaglio: dobbiamo adattarci alle strategie che vanno bene per gli imprenditori.

I corsi sulla gestione del tempo servono ma non è la regoletta da applicare che può salvarci. C’è bisogno di molto di più. Noi professionisti dobbiamo capire come crescere in modo produttivo imparando a disimparare quello che ci hanno sempre detto nelle università.

Generalmente il professionista converte tempo in denaro. Per raggiungere la produttività del 1000% dobbiamo iniziare a trasformare il denaro in valore che genera denaro. La perfezione non è cura del dettaglio, come molti pensano, è la scusa che ci protegge dal fallimento. È timore di fallire e richiede tempo. Il tempo è democratico e non ti giudica mai. Indipendentemente da come hai speso le tue 24 ore, domani ne avrai altrettante.

Il tempo non è “poco”, siamo noi che vogliamo fare troppe cose col tempo che abbiamo. La soluzione è eliminare il superfluo. Il tempo che hai a disposizione determina la qualità della tua vita e la capacità di generare profitto. Per questo i corsi di marketing o di vendita non funzionano per noi professionisti.

Senza cambiare atteggiamento mentale replicheremo la dinamica sbagliata “conversione tempo per denaro”. E cosa succede se a questi mega eventi da migliaia di persone non ottieni i risultati promessi? La soluzione è iscriversi a un nuovo corso.

È la ricerca infinita della perfezione. Se ci pensi, per diventare il professionista che sei oggi, hai probabilmente dovuto laurearti, successivamente hai iniziato a fare esperienza, magari hai fatto qualche master o un lungo periodo in cui per legge qualcuno del tuo settore ti ha spiegato e insegnato la professione.

Poi giorno dopo giorno hai iniziato a lavorare facendo del tuo meglio e soprattutto scoprendo che non era proprio come ti avevano detto all’università. Ci sono voluti anni per arrivare dove sei.

Proprio per questo sai riconoscere l’esperto da un addetto al settore. Sai benissimo che chi esce dall’università oggi, non è preparato quanto te dopo anni di esperienza. Allora com’è possibile che una persona, che non sa assolutamente nulla di un dato ambito, venga catapultata nel mondo del relatore X per qualche giorno, uscendo e sapendo tutto ciò che c’è da sapere di un determinato argomento?

  • non c’è la possibilità di apprendere;
  • non c’è la possibilità di andare in profondità;
  • non c’è la possibilità di fare esperienza.

E le stesse modalità vengono usate nei programmi digitali perché c’è la volontà di dirti cosa è giusto per te ma nessuno a parte te può saperlo: nemmeno noi. Chi risponde alle difficoltà della vita è flessibile. Se vai da formatori o mental coach in sale da migliaia di persone, probabilmente sei a un evento di intrattenimento e non di crescita personale. Tu sei unico, sei unica.

Nessuno può dirti cosa funziona per te. Abbiamo conoscenze diverse, abbiamo valori diversi, abbiamo esperienze di vita diverse, abbiamo contesti economici diversi ed è presuntuoso dire che esiste un modo standard per tutti di andare da A a B. È evidente che stride.

Ognuno di noi è unico e ha diritto di esprimere al meglio le proprie grandi potenzialità senza mirare a surrogati di successo visti nei film, raccontati al telegiornale o enfatizzati a qualche corso di formazione da 5000 persone. C’è chi preferisce testare brillanti strategie che hanno funzionato con professionisti dello stesso settore, chi preferisce decidere da sé cosa è meglio perché ama esplorare l’ignoto, facendo magari qualcosa di nuovo. C’è chi vuole più tempo e profitto, e chi, invece, vuole guadagnare uguale lavorando meno. In sostanza,

produttività vuol dire libertà.

Alcune persone sono più predisposte a creare e realizzare idee, mentre altre preferiscono rendere infallibile il proprio progetto prima di procedere ed altri ancora perfezionano il progetto quando sono già in azione. Non esiste una strategia unica che vada bene per tutti: per questo vogliamo darti gli strumenti per creare il tuo modo unico di aumentare la produttività.

C’è chi vuole sapere cosa fare passo dopo passo e chi, invece, vuole la libertà di scelta in qualsiasi momento. Alcuni cercano informazioni generali da poter mettere subito in pratica, altri vogliono approfondire e conoscere ogni dettaglio prima di procedere e agire.

Le persone pensano che la produttività sia qualcosa associato allo sfruttamento, dove c’è qualcuno che impone a qualcun altro di fare le cose contro la propria volontà a ritmi insostenibili. Non è assolutamente così: la produttività è la molla che consente all’umanità di evolversi e di svilupparsi creando benessere per tutti. Si misura sempre considerando l’obiettivo ottenuto in un dato tempo ed è sempre riferito al contesto. La produttività misura l’eccezionalità del risultato riferito alla prestazione media.

Se diventi la miglior risposta per il tuo cliente, elimini la tua concorrenza. E con un sistema scalabile puoi aumentare di anno in anno il tuo profitto. Ricorda che la tua unicità ti deve differenziare dai concorrenti. L’elemento differenziante genera il tuo vantaggio competitivo. Nel momento in cui crei il tuo vantaggio competitivo attraverso una differenziazione utile al cliente, sei anche in grado di sfruttare il principio di Pareto.

Il principio di Pareto in pratica

Intervistando centinaia di professionisti abbiamo scoperto che i clienti scelgono di affidarsi a un professionista generalmente in base a questi tre criteri:

  • è vicino a casa;
  • è economico;
  • è “bravo”;

Quando il tuo cliente ti considera sulla base di questi tre motivi significa che lavori nella più totale indifferenziazione.

Se lavori nell’indifferenziazione finisci nell’indifferenziato. (Morris Bottazzi)

La soluzione è trasformare il tuo servizio in qualcosa di unico per le esigenze specifiche del cliente, che elimini sul nascere la concorrenza. Ricorda che l’originale batte la copia e lo specialista batte il generico. Sarai semplicemente l’unica risposta al loro problema. Per fare questo devi creare un servizio aderente alle esigenze del tuo cliente tipo.

Osserva cosa fanno i tuoi concorrenti, scopri cosa si può fare meglio o cosa si può iniziare a fare: identifica quale cliente ne avrebbe un beneficio maggiore e diventerai leader del tuo settore. La soluzione è mettere in risalto la tua unicità. L’eccellenza non applica la media perché segue il principio di Pareto.

Nel 1897, Vilfredo Pareto studiando la distribuzione dei redditi, dimostrò che solo pochi individui, possedevano la maggior parte della ricchezza. Aveva constatato infatti che in Italia, all’epoca circa il 20% della popolazione possedeva l’80% delle terre (per questo è chiamata anche “Legge della distribuzione diseguale” o “Legge 80/20”).

Applicando il principio ad altre categorie, la proporzione ritornava sistematicamente. In sostanza, il 20% di ogni categoria genera l’80% dei risultati e viceversa, il restante 80% genera il 20% dei risultati. Pensa alla tua vita, è probabile che:

  • l’80% del tuo reddito derivi dal 20% dei tuoi clienti;
  • l’80% delle volte indossi lo stesso 20% dei vestiti;
  • l’80% delle tue telefonate sono rivolte al 20% della rubrica;
  • l’80% delle distrazioni siano generate dal 20% dei dispositivi;
  • passi l’80% del tempo nel 20% dei tuoi spazi;

La gran parte dei nostri risultati deriva da una piccola parte delle azioni che facciamo. La maggior parte di attività che compie il professionista è poco significativa e genera scarso valore ma una piccola parte, se massificata, può aiutarti a diventare produttivo.

IBM è stata la prima azienda americana a mettere in pratica consapevolmente il principio di Pareto perché si è resa conto che l’80% del tempo passato sui computer era speso nell’eseguire il 20% del codice operativo. Per questo ha riscritto il software in modo da facilitarne l’uso. In questo modo i computer IBM sono diventati molto più rapidi di quelli della concorrenza e i clienti sono cresciuti vistosamente.

Il principio di Pareto funziona molto bene quando si hanno a disposizione numeri statistici grandi. Il rapporto 80/20 può essere più o meno preciso. Nella nostra esperienza abbiamo trovato professionisti che hanno potuto applicare questo principio ottenendo un rapporto 60/40 ma anche 5/95. I valori 80 e 20 sono ottenuti mediante osservazioni empiriche e sono indicativi. In ogni caso dimostrano come numerosi fenomeni, abbiano una distribuzione statistica secondo leggi qualitative e non quantitative.

Questo principio insieme all’unicità è quello che ci ha consentito di diventare più produttivi riducendo fino al 70% del tempo dedicato al lavoro. Abbiamo aumentato il profitto del 30% in un mese e del 202% in un solo anno. Tieni presente che sono risultati riproducibili facilmente in alcuni settori, in altri sono molto difficili da ottenere ma in alcuni sono addirittura superabili.

Come diventare professionista produttivo

Esiste qualcosa di specifico per il professionista che unisca unicità e principio di Pareto? Siamo lieti di presentarti il Metodo Sferya. L’unico metodo che ti consente di creare il tuo metodo. Scopriamo lo schema del Metodo Sferya.

  • posizione;
  • definizione;
  • comunicazione;
  • automazione;
  • integrazione;

A differenza di chi scommette coi tuoi soldi che il proprio metodo funziona anche per te, noi ti aiutiamo a costruire il tuo metodo rispettando l’unicità. Perché nessuno a parte te sa quali sono le tue qualità e come fai la tua professione.

Per questo i nostri programmi digitali sono sempre disponibili. Apprendi al tuo ritmo, come quando e dove vuoi. Inoltre ogni nostro contenuto è tuo per sempre e lo puoi rivedere ogni volta che vuoi. Questo è il metodo Sferya: “posizione“, perché devi dire chiaramente a chi ti rivolgi e perché gli sei particolarmente utile ma soprattutto definisci chi sono i tuoi concorrenti rispetto a te.

I tuoi colleghi non sono mai meglio o peggio. Semplicemente sono meno indicati per il tuo cliente target. Non deve essere una prova di ego ma deve essere qualcosa di utile per le persone che si rivolgono a te. “Definizione” perché devi definire cosa genera più profitto rispetto al tempo impiegato. Devi capire in modo scientifico quali sono le azioni che rendono e quelle che ti fanno perdere tempo.

Se ritieni che il tuo lavoro non sia standardizzabile perché ogni cliente è un caso a sé, significa che va migliorato il tuo posizionamento targettizzando meglio i tuoi potenziali clienti.

Successivamente devi mappare ogni operazione cercando di renderla una procedura con risultati prevedibili. È normale che alcuni passaggi siano da personalizzare ma alcuni passaggi devono essere automatizzati o non potrai aumentare il profitto. È necessario anche pensare all’eliminazione e riduzione di tutto ciò che è superfluo.

Comunicazione” perché il profitto non va verso chi lavora bene ma verso chi comunica bene. “Automazione” perché hai 24 ore al giorno. Perché a ogni nuovo cliente devi dire le stesse cose? Perché quando si presenta una nuova situazione per il cliente devi ripetere cosa fare per l’ennesima volta? L’esperienza ci ha insegnato che in ogni professione c’è sempre una parte che si ripete per ogni cliente o collaboratore.

Il tuo compito è di educarli, prepararli e informarli, non di perdere tempo. Automatizza il tutto e dedicati solo alle risposte personalizzate per il singolo caso (e fatti pagare per questo). Puoi fare questo preparando contenuti video, audio, ebook e tanto altro. La cosa bella è che non hai bisogno di nessuna particolare competenza. Ci sono tre motivi per cui puoi automatizzare ciò che fai:

  • aumentare il profitto;
  • risparmiare tempo,
  • aumentare il profitto mentre risparmi tempo,

Integrazione” significa che nel corso del tempo diversifichi le tue entrate e guadagni da attività secondarie. Puoi anticipare il rischio settoriale, sistemico e locale. Questo è il Metodo Sferya. L’unico metodo che ti aiuta a creare il tuo metodo.

Se temi la concorrenza, di essere schiacciato dalle tasse e di subire ingiustamente la burocrazia, se ti piacerebbe avere più tempo per te mentre guadagni ogni giorno di più e lavori solo con clienti che ti rispettano, sei nel posto giusto. La pensiamo come te:

  • niente corsi in aula: crediamo nel valore del tempo;
  • seguiamo solo professionisti e freelance;
  • abbiamo un percorso completo pensato per te;

Posizione, definizione, comunicazione, automazione, integrazione. Questo schema funziona nel momento in cui hai la possibilità di generare un valore maggiore per i tuoi clienti. Ci sono quattro situazioni in cui il Metodo Sferya non può aiutarti. Se non puoi aumentare il valore generato per il cliente, non puoi applicare il principio di Pareto o la tua unicità. In questo caso il metodo Sferya non funziona. Ecco quando ti trovi in questa situazione:

  • lavoro in esclusiva: perché se hai l’obbligo contrattuale di lavorare solo con un determinato numero di clienti non hai la possibilità di aumentare il tuo valore. Ad esempio il farmacista che lavora per un titolare.
  • tempo per denaro: esistono tantissime categorie professionali che ancora oggi convertono tempo per denaro e questo è un forte limite. All’interno dei nostri prodotti digitali ti spieghiamo come uscire da questa dinamica distorta.
  • risultato ininfluente: ci sono delle categorie professionali che lavorano per conto terzi e che di fatto, indipendentemente dal risultato che ottiene il cliente non cambia la capacità di generare il profitto del professionista. Ad esempio i medici nel settore pubblico: in questo caso il paziente non paga di più per ottenere un servizio migliore. Se non c’è correlazione tra il risultato ottenuto e il profitto generato non puoi aumentare il valore per il tuo cliente o paziente.
  • assenza del bisogno bruciante: se fornisci un servizio che non motiva il cliente ad agire subito, rimanderà per sempre. Rientrano in questo caso polizze vita, servizi legati alla burocrazia e così via. Il bisogno bruciante risponde a due criteri: è un risultato che il cliente vuole adesso e gli consente di smettere di soffrire o gli permette di realizzare un desiderio.

In tutti gli altri casi puoi aumentare sin da subito la tua produttività fino al 30% il primo mese e fino al 202% in un anno. Potrai anche risparmiare fino al 70% del tempo lavorato e guadagnare oltre il 1000% in 10 anni. Se vuoi scoprire come aumentare il tuo profitto e risparmiare tempo, iscriviti subito alle nostre 1Minute Mail per saperne di più.

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