Di leadership abbiamo già parlato e hai capito che non è solo la figura che ha il comando, ma soprattutto è la vera e propria guida del gruppo; un esempio da seguire e da emulare. Ma qual è lo strumento con cui il leader riesce ad ottenere questo risultato?

La comunicazione. Una comunicazione che colpisce nel segno, chiara, efficace per creare buoni rapporti con il suo gruppo. Va considerato infatti che se non c’è gruppo, non c’è un team efficiente e non c’è leadership. Dico spesso che

Può esistere un regno senza re ma non può esistere un re senza regno.

Ogni essere umano utilizza fondamentalmente tre modalità comunicative: la comunicazione visiva, quella uditiva e la cinestetica. Per comunicare interpretiamo una parte di realtà che deriva dai nostri 5 sensi: i principali sono vista, udito e tatto. Ognuno di noi tende a utilizzare più un modo che un altro. Quando comunicare serve a ottimizzare i propri risultati magari nel management di un team o in altre attività, è importante che chi ha leadership capisca qual è la modalità utilizzata dai propri interlocutori, dando più spazio a quella.

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Comunicare da leader: 3 approcci

  • Il significato di comunicare in modo visivo è quello della comunicazione scritta: lettere, documenti, e-mail (comunicare digitale), bigliettini, appunti sono perfetti per far capire le cose al proprio interlocutore. E in caso di dubbio, il famoso “nero su bianco” sarà una cosa che resta come promemoria. Questa comunicazione è perfetta per comunicare anche dati o informazioni dettagliate, prevenendo l’errore. Il membro del gruppo a cui viene più facile comunicare in questo modo è una persona che ha bisogno di avere la visione d’insieme, quindi il consiglio è quello di fornirgli i tasselli necessari cosicché abbia un’idea del mosaico generale.
  • I comunicatori uditivi sono quelli invece che imparano con l’ascolto, quindi è inutile dilungarsi troppo con le cose scritte, meglio dedicare maggior tempo alle comunicazioni verbali: dialogo, lezione, telefonata, riunioni, incontri informali e formali, domande mirate. Se l’ascoltare è la chiave per catturare questo tipo di persone, non bisogna tuttavia essere troppo, troppo loquaci per non creare confusione: il giusto sta nel mezzo. Si può usare una comunicazione di leadership anche ascoltando.
  • Con i comunicatori cinestetici il teamleader dovrebbe puntare su una comunicazione a tutto tondo, esperienziale. In sostanza queste persone hanno bisogno di vedere, sentire e “toccare con mano” per comprendere bene le cose fino in fondo. L’esperienza diretta e la concretezza, quindi, sono la chiave vincente con questo tipo di collaboratori.

In un mondo dove il cambiamento ci porta a vivere in maniera sempre più accelerata, è fondamentale comunicare in maniera efficace e vincente, così da non creare incomprensioni o perdite di tempo. Il leader, anche se avrà una predilezione per l’una o l’altra modalità comunicativa dovrà cercare di potenziarle tutte, così da “portare con sé” alla pari tutto il suo team e ottenere buoni risultati.

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Gli elementi indispensabili nella comunicazione da leader

In linea generale si può dire che chi ha in mano la leadership dovrebbe far sì che la sua comunicazione, in ogni forma, abbia le seguenti caratteristiche. Questi elementi sono imprescindibili per un messaggio efficace e perciò devono essere presenti nelle sue comunicazioni, nessuno escluso.

  • Chiarezza: nel comunicare le frasi devono essere chiare, i messaggi. Devono essere coerenti fra loro, così da non destare mai il minimo dubbio negli interlocutori. Quello che è oscuro è un punto debole della comunicazione che può dar luogo all’errore.
  • Arricchire il messaggio di ogni dettaglio e dei riferimenti necessari: mai dare per scontato nulla. Forniamo tutte le informazioni possibili, completandole con luoghi, persone, tempistiche, modi e  ogni dato possibile. Non sottovalutare anche quelle informazioni apparentemente secondarie.
  • Comunicare emozioni: non importa l’entità del lavoro o del messaggio a cui si fa riferimento, se sia un incarico importante o semplice, l’importante è sempre indurre nei propri collaboratori motivazione. Quello che fanno, benché magari marginale, deve essere sentito come utile. Questo è la base per costruire un team affiatato: ogni persona è utile e insostituibile (almeno così deve essere percepita).
  • Ogni cosa al momento giusto: c’è sempre un momento buono e uno sbagliato per comunicare con le persone: il leader deve imparare a gestirli entrambi. C’è inoltre un momento per ascoltare e un altro per parlare (li ho messi in ordine di importanza).
  • Comunicare con coordinazione e ordine per evitare confusione nel messaggio e/o nei compiti di ogni membro del team.

Concludendo

Ogni elemento visto è fondamentale e imprescindibile. Se un leader riesce ad avere un quadro completo di tutto quanto visto nel suo modo di “dirigere l’orchestra” ne uscirà una sinfonia perfetta. Il team sarà capace di cose straordinarie e ognuno darà il suo contributo al meglio, in base alle capacità e alle attitudini.

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Morris

 

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