Perché è così difficile prendere la decisione giusta? Quando fatichiamo a decidere, diventiamo facili prede della procrastinazione. Il motivo è semplice: temiamo l’errore. Questa cattiva abitudine può abbassare la nostra produttività di professionisti.

Dobbiamo comunque distinguere tra pericolo, rischio ed esposizione al pericolo. Il pericolo è qualcosa che ha potenziale per danneggiare. Un rischio è la probabilità che quel pericolo arrechi danno. L’ esposizione è la quantità di pericolo a cui un soggetto è esposto. Il rischio non può essere eliminato ma spesso ci illudiamo che sia così.

Decisione giusta: perché è più facile quando è difficile

La situazione “migliore” per cui possiamo prendere decisioni è proprio questa: con le spalle al muro. Qualsiasi cosa facciamo è sicuramente meglio della situazione attuale. Ti auguriamo di non trovarti mai in questa situazione anche se sono esperienze molto istruttive perché solo in quei momenti capisci chi sei davvero e ti togli qualsiasi maschera. La nostra professionalità è fatta anche di vittorie e sconfitte.

Il problema è che quando vogliamo cambiare la situazione rapidamente, decidiamo con le emozioni e non razionalmente. Le nostre emozioni sono uno strumento eccezionale ma non dobbiamo lasciare che guidino la nostra vita.

Decisione giusta: cosa ci impedisce di farla?

Sappiamo che qualsiasi scelta facciamo avrà delle conseguenze e spesso, il motivo per cui la evitiamo è una di questi aspetti:

  • temiamo le conseguenze;
  • temiamo il cambiamento;
  • non abbiamo una strategia;
  • non ci sentiamo all’altezza;
  • non immaginiamo i risultati;
  • scegliere vuol dire esporsi;

Seguendo centinaia di liberi professionisti iscritti ad albo e freelance abbiamo compreso quello che Morris riassume così:

“Non scegliere è la peggiore delle scelte.” ⋆ Morris Bottazzi

Ogni giorno puoi fare tre cose: azione, re-azione, non azione. Quando agisci accetti di fare del tuo meglio per influire sugli eventi. Molti pensano di agire senza paura ma spesso dobbiamo agire nonostante la paura. Quando invece di dominare la nostra professione lasciamo che sia la vita a decidere per noi, siamo costretti a re-agire.

Significa giocare per non perdere. Quando invece decidiamo di non agire rimandiamo a tempo indeterminato. Significa che, non soltanto non vogliamo reagire, ma ci deresponsabilizziamo dalla scelta e procrastiniamo.

In ogni caso ci saranno delle conseguenze perché il cambiamento avviene anche se restiamo immobili. Conviene valutare bene ciò che facciamo, perché i tempi in cui agiamo sono fondamentali.

Prendere la decisione giusta in 5 passi

  1. Definisci il tuo obiettivo

    Sembra una banalità ma spesso ragioniamo con schemi che derivano da esperienze passate o peggio, per sentito dire. Qualcuno diceva che “Solo il marinaio senza una destinazione non ha mai vento favorevole”.

  2. Decidi la strategia migliore per l’obiettivo

    Definito dove vogliamo arrivare, dobbiamo decidere come raggiungere quel risultato: suggeriamo di valutare la strada più semplice, per poi crescere di complessità. Siamo sicuri che ti stiamo dicendo delle ovvietà, il problema è che anche se lo sappiamo a livello teorico, spesso tralasciamo i dettagli che fanno al differenza.

  3. Pensa quale decisione è più utile al tuo scopo

    Hai una decisione da prendere, hai scelto la strategia, hai lo scopo. Decidi come agire partendo dalla scelta che ti avvicina di più all’obiettivo. Se fatichi a darti la risposta corretta, immagina cosa succederà dopo che avrai deciso in un modo o nell’altro. Cerca di prevedere le possibili conseguenze. La decisione è sempre la migliore per raggiungere un certo scopo: dipende che scopo hai.

    Ti facciamo un esempio. Molte volte noi partite iva partiamo dal presupposto che “Nessuno fa le cose come le faccio io”. Chi ragiona così ha evidenti problemi di leadership. Se ad esempio sgridiamo un collaboratore alzando la voce e mostrandoci aggressivi, potrebbe risponderci male e andarsene abbandonando l’incarico. Se volevamo convincere il collaboratore a licenziarsi abbiamo trovato la strategia migliore ma se volevamo spronarlo a fare, abbiamo scelto male.

  4. Non esiste fallimento ma solo un “esperimento”

    Se anche sbagliamo nelle nostre scelte, intanto ci siamo messi in gioco e abbiamo fatto esperienza utile per il nostro futuro. A volte riusciremo al primo colpo, a volte no. In fondo è meglio sbagliare facendo. Se restiamo immobili sicuramente sbagliamo, perciò aumentiamo comunque le probabilità facendo del nostro meglio.

  5. Agisci decidendo e decidi facendo

    La produttività misura l’eccellenza del risultato ottenuto in funzione del tempo speso. In un mondo che corre non abbiamo tempo da perdere. Chi lo fa, risente di stress e frustrazione.

Decisione giusta e procrastinazione

La procrastinazione è la decisione volontaria di rimandare azioni necessarie. Alcuni dicono che bisogna forzarsi e agire, altri che va onorata, perché vuol dire che stiamo facendo qualcosa contro volontà. Cosa fare quindi? La nostra opinione è che esiste una procrastinazione buona e cattiva.

Come fai a distinguere le due cose? Dai tuoi obiettivi. Se vuoi evolverti, devi fare cose che inizialmente non ti sono naturali e la procrastinazione va combattuta. Agisci per espandere la tua realtà. Se invece, per mantenere il focus sull’obiettivo, procrastini attività secondarie, è una cosa positiva. Per esperienza possiamo dirti che la focalizzazione non è solo dire “sì” a una cosa ma significa anche dire centinaia di “no” alle altre idee valide.

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