C’è una cosa che dobbiamo assolutamente fare prima di decidere i nostri obiettivi. Diversamente vedremo compromessi tutti i risultati successivi che non arriveranno o saranno molto più modesti delle nostre possibilità.

Da dove partono i nostri risultati?

Ognuno di noi ha un proprio vocabolario di parole che usiamo per esprimere i nostri pensieri e nasce da:

  • modi di dire del proprio territorio;
  • linguaggio imparato dalla televisione, a scuola, in famiglia ecc.;
  • scelte personali;

Ogni parola che usiamo è associata a delle immagini e sopratutto a qualcosa di concreto: se scrivo “casa” hai immaginato quello che per te significa questa parola. La mente è davanti a una sorta di “televisione” interiore e ogni istante della nostra giornata è accesa.

I giornalisti poi usano termini che richiamano immagini negative ingigantite al solo scopo di risaltare in mezzo a un mare di informazioni.

Non esiste più “acquazzone” perchè adesso abbiamo la “bomba d’acqua”. Il termine “ucciso” ha lasciato posto al più splatter “massacrato” ma l’elenco è infinito.

Il gradino N°1 verso il successo è il nostro linguaggio interiore: da quello dipendono le nostre immagini mentali e i nostri pensieri che generano le nostre azioni.sferya-light-games

Come cambiare atteggiamento

Siamo noi a condizionare i nostri stessi risultati. Le parole agiscono sui pensieri e i pensieri sulle azioni.

Cosa possiamo fare se vogliamo che il nostro obiettivo si realizzi?

  1. Prendiamo consapevolezza di quanto detto sopra;
  2. Ascoltiamoci quando parliamo e riduciamo la negatività dei termini che usiamo (da “sto male” a “potrei stare meglio”, da “terrore” a “paura” o “timore” e così via);
  3. Iniziamo ad usare termini più positivi ( da “oggi è la solita giornata” a “è una bella giornata”, da “problema” a “criticità”…);
  4.  Smettiamo di usare parole tossiche;

Poi ci sono termini che creano incertezza nelle tue azioni: sicuramente “provo a fare” si può sostituire con “voglio fare” e questo da un ordine ben preciso al cervello e alle tue intenzioni.

A questo punto potresti pensare:

“Mi stai dicendo delle banalità che già so: le ho provate tutte.”

Per il termine “provato” ho scritto più in alto, in ogni caso è ciò che fai che determina i tuoi risultati non ciò che sai. Anche i quantificatori universali come “tutto”, “sempre” e “mai” sono tipici del fallimento e delle bugie. Generalizzano risultati quando ogni episodio è un caso a sé e creano immobilismo perché ti bloccano lì dove sei. Se ritieni che i risultati che hai avuto finora ti vadano bene puoi continuare come hai fatto finora…Ma se fosse così perché sei ancora qui a leggere?

Ricordati che il cambiamento agisce sempre: è questo il momento giusto per iniziare a cambiare vita.

Morris

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