Un tempo il mondo del diritto era statico ed ermetico, ma oggi le cose sono decisamente cambiate. Ecco come un professionista del settore ha affrontato il cambiamento in questo settore, aggiornando e ammodernando il suo studio legale e l’approccio al diritto: intervista a Luca Sozzi.

Le opinioni espresse dai soggetti intervistati non rispecchiano quelle degli autori del sito e del titolare del medesimo.

L’idea: un team completo per le imprese

Morris: “Ciao, benvenuto a te che ci ascolti, benvenuta a te che ci ascolti. Io sono sempre Morris di Sferya.com e oggi siamo qui insieme a Luca Sozzi. Ciao Luca”.

Luca: “Ciao a tutti, ciao Morris, ciao a tutti gli ascoltatori.”

Morris: “Benvenuto Luca, allora Luca è un avvocato che nell’ultimo periodo della sua carriera professionale ha, diciamo per così dire, sviluppato diverse idee innovative nell’ambito forense. Per cui sostanzialmente ho pensato di intervistarlo perché, diciamo, che quando facciamo le nostre chiacchierate c’è sempre un grande spunto di miglioramento per chi è attento a quello che è l’ambito imprenditoriale. Quindi oggi Luca ci racconta un po’ di cosa si occupa e di cosa fa. A te la parola Luca”.

Luca: “Grazie Morris per le belle parole e per questa opportunità di raccontare la mia esperienza come avvocato e quello che è stato un po’ il mio percorso. Io sono il socio fondatore dello studio legale Brixialex, che è uno studio legale su Brescia. Lavoriamo principalmente su Brescia e provincia. Questo studio nasce come l’unione di 5 professionisti, ognuno specializzato in un settore specifico del diritto. Questo messo così non è niente di diverso in realtà, se non che noi operiamo come una rete. Una rete interna di questi cinque avvocati che operano nel diritto del lavoro, nel diritto penale, nel diritto civile, tributario, societario e quindi riusciamo ad andare a coprire tutte quelle che sono le aree specifiche che possono interessare la piccola e media impresa italiana e bresciana soprattutto. Poi abbiamo una rete esterna fatta di altri consulenti e figure che possono essere il notaio, il consulente del lavoro, il commercialista, la società di marchi e brevetti, una società che si occupa di finanza agevolata. Questo è volto a dare appunto il servizio migliore possibile alle imprese”.

Morris: “Scusa un attimo Luca, se no poi le domande le perdo. Secondo te in questo momento storico, il principale o i principali problemi che si trovano ad affrontare le piccole medie imprese? Ovviamente, tu hai esperienza sulla realtà bresciana, ma parliamo a livello nazionale comunque. Qual è il secondo te il principale o i principali problemi che ci sono?”

Semplicità e trasparenza per essere competitivi

Luca: “Dal punto di vista legale sicuramente una proliferazione di quelle che sono le norme, che sono sempre più complesse, e i conseguenti controlli e le conseguenti sanzioni. Quindi con tutti i rischi che mi sono connessi. Questa è la cosa principale e ecco perché il lavoro di prevenzione dei problemi è quello su cui stiamo lavorando in maniera forte come studio. Stiamo cercando di far cambiare l’idea dell’avvocato visto come un medico di pronto soccorso da cui andare quando hai un problema, che deve diventare piuttosto un consulente che affianca l’imprenditore giorno dopo giorno nella sua attività. Questo gli permette di fatto di operare con tranquillità e sicurezza perché delega completamente a noi quello che è tutto il lavoro di controllo legale. Quindi di andare a prevenire i problemi, come diceva un po’ il motto di un noto dentifricio.

Lo facciamo in che modo? Sostanzialmente con un contratto che andiamo a far sottoscrivere all’azienda, che viene costruito sulle esigenze dell’azienda, a fronte di un canone mensile viene offerta consulenza per quel che riguarda i contratti, lettere, la gestione dei lavoratori, dei fornitori, di tutti quei problemi legali che possono esserci. Questa la versione base del contratto. C’è poi una versione premium che, al costo di un canone di diverso importo chiaramente più alto, include tutto il contenzioso che si può generare durante un anno di vita dell’azienda. Questi sono un po’ le due formule. Abbiamo creato questo prodotto perché dal nostro punto di vista il fatto che un’azienda abbia un costo fisso tutti i mesi, gli consente di superare quelle problematiche che ci sono sempre state nel rapporto con i legali, che sono: “non so mai quanto mi costa”, “non lo capisco”. Invece noi cerchiamo di dare tempi certi, costi certi e comunichiamo in un modo più comprensibile. Infatti è un’altra nostra caratteristica quella di cercare di parlare e di comunicare il diritto con parole comprensibili da tutti. Questo perché altrimenti comunicare con tecnicismi in “legalese”, come si suol dire, non serve a niente perché se l’imprenditore, o comunque il nostro interlocutore, non ci capisce il nostro lavoro viene sminuito. Questo è quindi un po’ quello che facciamo”.

La prevenzione: un “prodotto” poco compreso, per lungimiranti

Morris: “Su questo discorso che stai facendo adesso, porto la mia esperienza. A un mio amico che sta facendo un nuovo progetto e gli ho detto “Guarda secondo me ti conviene, prima di procedere, sentire un avvocato perché ci sono diverse cose che bisogna valutare bene prima di partire”. La sua risposta è stata che l’avvocato è come l’oncologo, cioè se ti viene il problema, se ne hai bisogno, allora a quel punto lì ti poni il problema, cerchi e trovi una soluzione. Penso che il tuo modo di fare la tua professoressa sia interessante proprio perché va a scardinare questo tipo di approccio che è molto pericoloso. Questo perché se io so prima  quali sono i problemi, li vado ad arginare e neanche si pone la cosa. Quindi in questo caso vado ad agire in risoluzione a un problema. Un altro conto è quando vengo da te e dobbiamo reagire a una situazione dove magari non hanno fatto fare una firma che era importante fare, non ho fatto determinate cose che sarebbe stato intelligente fare etcetera etcetera semplicemente perché magari non lo sapevo e poi magari io cliente pretendo che il professionista mi tiri fuori da tutti i guai. Guai che di fatto sono tutti guai non tanto generati dalla mia volontà di farli, quanto della mia leggerezza nel fare determinate scelte. Cose che se avevo un professionista pagato di fianco, mi diceva e mi evitava tutti questi problemi. Quindi perciò secondo me è una cosa molto importante questo discorso che fai. Penso che sia anche difficile tuttavia da spiegare, però, penso che le persone e gli imprenditori non subito capiscano la potenzialità di quello che vai a proporre. O mi sbaglio?”

Luca: “Sì, è assolutamente così. La mentalità purtroppo è questa ed è molto radicata. Far capire invece l’importanza di un lavoro preventivo e di una consulenza continua è un lavoro sicuramente di medio periodo. Ci vorrà sicuramente un po’ di tempo affinché le persone (e la maggior parte degli imprenditori in particolare) capiscano l’importanza di lavoro preventivo. Però è un cambio di mentalità assolutamente necessario perché effettivamente lavorare prima, permette di evitare problemi dopo. E sono problemi a volte molto gravi, anche penali, perché spesso i problemi tributari o di sicurezza sul lavoro o di diritto del lavoro comportano talvolta conseguenze penali. Quindi, insomma, evitare un procedimento e i precedenti e tutte le conseguenze che da questo derivano, è secondo me molto importante. Però spesso non ci si pensa”.

Lo strumento per vendere prevenzione? La formazione e la tangibilità

Luca: “La conoscenza del diritto e delle conseguenze che può avere violare certe norme non sono molto conosciute e non ci si rende conto di quello che si rischia. Quindi questa leva del rischio e della prevenzione di questo rischio è uno degli strumenti che noi utilizziamo. Attraverso la formazione fatta all’imprenditore e alle persone anche tramite il sito internet, con il blog, gli articoli e altri progetti (che sono in divenire) cerchiamo di fare informazione “di semina” per poi raccogliere fra qualche tempo. Questo è quello che facciamo”.

Morris: “Certo. Ascolta proprio su questo tema (visto che chi ci ascolta principalmente ci conosce tramite web): qual è il sito o il blog dove chi ci ascolta può eventualmente guardare e vedere un po’ di aggiornamenti su quello che è il tema legale?”

Luca: “Allora noi abbiamo una pagina web con il suo relativo blog (che è l’area notizie sostanzialmente) che si chiama www.brixialex.com. Dopodiché siamo anche attivi sui social network perché pensiamo che cambiare il modo di comunicare, cambiare il modo di rapportarsi con il cliente sia fondamentale. Ecco perché quindi abbiamo attivato tutti gli account sui principali social network: siamo presenti su Facebook, siamo presenti su Instagram. Su Facebook è partito da qualche settimana un nuovo progetto che consiste di fatto in una community, cioè un gruppo, di persone che si iscrivono a questa community e ricevono aggiornamenti di notizie, aggiornamenti giuridici, spiegazioni anche di fatti e istituti (che possono essere i più vari: dalle separazioni e i divorzi, al recupero crediti, alla gestione dei lavoratori). C’è, diciamo così, un luogo in cui cerchiamo di fare formazione e rispondiamo alle domande degli utenti. Chiaramente è una risposta sintetica e nei limiti del possibile buona come può consentire un gruppo su Facebook. Poi chiaramente per la gestione più approfondita della problematica invitiamo a recarsi presso lo studio per vedere meglio tutta la problematica e la possibile soluzione”.

Morris: “Certo, anche perché per vedere nel dettaglio determinate cose è sicuramente necessario”.

Luca: “Sì, però comunque diciamo è un modo diverso di impostare quello che è sempre stato il rapporto tra avvocato e cliente. Questo (l’avvocato) infatti è sempre stato visto come una persona chiusa nella sua sfera, dietro la sua scrivania, nel suo ufficio da cui non esce mai (anche per dei limiti che erano presenti nella normativa per la professione di avvocato). Adesso fortunatamente stanno venendo sempre meno e quindi c’è un’apertura nella comunicazione, nel rapporto con i clienti, nel marketing. Quindi stiamo sviluppando mano a mano progetti sotto vari punti di vista. Gli strumenti digitali sono fra i principali in questo senso”.

Il cambiamento nel mondo del diritto

Morris: “Perfetto, ascolta… ti chiedo quando pensi a quello che è stata un po’ la tua carriera lavorativa: ci sono stati dei cambiamenti nel corso del tempo? Hai dovuto tu cambiare determinate cose che non servivano più o che magari vedevi essere richieste dal mercato? Una di queste è sicuramente questa nuova tipologia di servizio che offrite mensilmente ai vostri associati, ma a parte questo hai notato altri cambiamenti?”

Luca: “Allora c’è una frase che mi piace molto e che che l’unica certezza della vita è il cambiamento ed è vero. Nel senso che sia a livello personale che a livello professionale ci si deve  continuamente adattare, cambiare e migliorare. Questo anche appunto dal punto di vista professionale perché la professione è molto diversa (almeno nella visione che ne ho io) da com’era 20, 30, 50 anni fa. Sono necessarie oggi delle competenze imprenditoriali. Infatti io considero l’avvocato un imprenditore e lo studio legale un’azienda. All’inizio uno inizia sulla via di quello che è stato il proprio dominus e quindi con un’impostazione classica di quello che è il professionista, diverso dall’imprenditore, con una clientela che si raggiunge tramite il passaparola. Si imposta il lavoro quindi in modo un po’, non dico alla giornata, ma quasi, sotto certi punti di vista. Dopo un po’ ho però cominciato a capire che erano indispensabili delle competenze diverse, manageriali ed ecco che mi sono messo a studiare un modello di business, mi sono messo a studiare il marketing, la strategia aziendale. Sono quindi andato a capire come impostare di fatto lo studio legale secondo quelle che sono le impostazioni di un’impresa. Questo è stato sicuramente il cambiamento più grande che ho avuto dentro di me e che poi, ovviamente, si è riversato sullo studio e sull’attività lavorativa. Conscio del fatto che sono dovuto partire completamente da zero perché la facoltà di giurisprudenza, forma sull’argomento giuridico ovviamente, ma tutta questa parte di gestione imprenditoriale dello studio non la affronta. Da un lato anche giustamente nel senso che giurisprudenza prepara anche altre figure come il notaio, il magistrato, il consulente a cui non serve questa impostazione. A noi avvocati, liberi professionisti, però questa formazione è necessaria. Sono quindi andato a sopperirla mettendomi a studiare  durante le serate, i fine settimana, le vacanze. Studiando e facendo tentativi, studiando e facendo esperimenti per vedere qual era la migliore strategia e quali i migliori strumenti che potevano essere utilizzati in uno studio legale. Si tratta di un percorso che non è finito e che probabilmente non finirà neanche mai perché il cambiamento personale e professionale è continuo. Il mondo cambia e i professionisti e gli imprenditori devono adattarsi al questo cambiamento ed essere pronti a cogliere il cambiamento, a intercettarlo e adattarsi”.

Morris: “Concordo, concordo pienamente perché mi rendo conto che tante volte le persone partono con un’idea di business, un’idea anzi più che di business, un’idea di lavoro da svolgere attraverso cui ottengono dei soldi. Da lì poi a farlo diventare un attività profittevole può fare la differenza. Quindi sicuramente questo percorso che hai iniziato, e che come si capisce dalle tue parole non è stato per nulla facile, ma che ha portato i suoi risultati e che nel contempo è da continuare nel corso del tempo: penso che sia proprio la soluzione vincente a quello che è un mondo che cambia e che ci costringe più o meno forzatamente a fare. Per rimanere al passo con il mercato e con la realtà che ci circonda dobbiamo comunque sempre continuare a evolverci. Ascolta Luca, abbiamo raggiunto, diciamo, la lunghezza della nostra intervista quindi come sempre grazie per essere stato qui con noi e come sempre “Cambia vita in 15 minuti”!

Luca: “Cambia vita in 15 minuti”.

 

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