Nel mondo del lavoro si parla di problem solving, capacità di apprendimento, rapidità di assorbimento delle informazioni: ma di che si tratta veramente? La risposta a tutto questo è la metacognizione. Vediamo di capire meglio.

La metacognizione: che cos’è?

La metacognizione è una definizione che si usa in psicologia e in materia di educazione per indicare la coscienza e anche la capacità di controllo delle proprie facoltà cognitive. Conoscere la propria metacognizione e controllarla vuol dire conoscersi, sapere come si ragiona meglio, come si fanno le cose e perché si fanno ed è possibile pilotare i propri processi di apprendimento. In sostanza, per dirla forse più semplicemente, se controlli la tua metacognizione conosci quali sono e come funzionano le tue capacità di percezione, attenzione, comprensione e memorizzazione delle cose.

Perché dovrebbe interessarti? Avere coscienza della propria metacognizione vuol dire guardarsi da fuori, riuscendo a fare una riflessione oggettiva sui propri stati mentali per controllare i propri pensieri e la propria capacità di apprendimento, ottenendo risultati migliori. Spesso suggerisco di immaginare le scene vissute guardando se stessi in terza persona. Adesso capisci perché. Una persona che si conosce e sa come ragiona in determinati processi, sa come affrontare un problema, come imparare qualcosa di nuovo e avere il controllo di sé.

Una persona che ha invece un deficit o mancanza di metacognizione è sperduta, non sa guardare le cose sotto diversi punti di vista, è soggetta a soffrire di fronte alle cose imprevedibili, che non sa di conseguenza come affrontare. È questo il caso di soggetti con disturbi dell’apprendimento, autismo, disgrafia, iperattività. In età infantile a questi soggetti, quantomeno per l’apprendimento della didattica scolastica (nella speranza che gli serva per il futuro), si usa affiancare un insegnante di sostegno che cerchi di far capire loro come controllare la propria metacognizione. In ogni caso uno psicologo può aiutare a gestire queste difficoltà.

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Metacognizione e successo lavorativo

Anche se si parla di metacognizione nel mondo dell’educazione nella maggior parte dei casi, è importante sapere che ha un ruolo fondamentale sotto il punto di vista psicologico. Nella vita in generale e nel mondo del lavoro, per raggiungere il successo bisogna coltivare questa consapevolezza. La metacognizione non è solo utile per apprendere qualcosa, come anticipato, ma per affrontare i compiti cognitivi che ci vengono affidati e affrontare le difficoltà. In questo senso la meta cognizione è, quindi, uno strumento per raggiungere i propri obiettivi ed ottenere il successo.

Se si conoscono le proprie capacità e le proprie difficoltà, i propri punti forti e quelli deboli, in sostanza è più facile affrontare un problema. Questo significa sapere quali possono essere le strategie migliori che si possono personalmente mettere in campo per lavorare alla risoluzione di una questione, non vuol dire semplificare il problema in sé. In tutti i casi i risultati che otterremo saranno migliori perché si potranno minimizzare gli errori.

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Il processo metacognitivo: il controllo

Come è possibile controllare la metacognizione? I passi sono i seguenti, con la relativa spiegazione.

  • Coscienza del problema in corso: il primo passo ovviamente è quello di capire che si tratta di una situazione/problema rilevante in cui è richiesto un intervento.
  • Riuscire a stimare le proprie capacità e prestazioni (in poche parole ci si organizza): capito il problema la persona riflette su quali sono le sue capacità e i suoi limiti (auto-consapevolezza) in relazione allo stesso. In questa fare è anche in grado di anticipare eventuali problemi che troverà, conoscendosi per l’appunto.
  • Capire come dirigere la propria attività cognitiva: alla luce dei precedenti pensieri elaborati, valutata anche la propria intelligenza emotiva, il soggetto elabora quali sono le migliori strategie che può mettere in pratica.
  • Raggiungere i propri obiettivi: la persona agisce (provando e riprovando se necessario) e valuta in corso quali sono i feedback del suo operato, modificandolo in caso di necessità per ottenere quello che vuole. Ogni tentativo non riuscito o riuscito è comunque una lezione importante da memorizzare per il futuro. Si fa esperienza.

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In conclusione

Il concetto di metacognizione, quindi, va oltre lo studio, le metodologie didattiche  e l’educazione in generale, ma è la chiave per la vita e per il lavoro mettendo in pratica quel tanto chiacchierato “problem solving” di cui spesso si parla. Ricordiamoci che non esiste il fallimento ma solo risultati. Caso per caso, difficoltà dopo difficoltà , ma anche successo dopo successo, le persone apprendono come superare gli ostacoli e come mettere in campo al meglio la propria capacità cognitiva.

Morris

 

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