Quando parliamo di “personal branding” non facciamo riferimento semplicemente alla reputazione che ha un professionista ma alla sua reputazione digitale. Nell’era digitale, quando si vuole sapere di più di un professionista non si fa altro che inserire il suo nome sui social o semplicemente su Google.

I risultati sono a volte sorprendenti. Se tante pagine magari faranno riferimento a qualche omonimo, tante altre conterranno invece informazioni utili per farsi quantomeno una prima idea sul professionista in questione. Spieghiamoci meglio.

Per fare un esempio tangibile, ti possiamo dire che una nostra cliente fa la recruiter nelle risorse umane e prima di incontrare i candidati fa sempre una ricerca sul web per vedere un po’ di chi si tratta. Le informazioni che si possono trovare sono tante, anche se non parliamo di un personaggio famoso.

Le informazioni sui motori di ricerca sono pubbliche per cui c’è poco da scandalizzarsi e invocando la privacy. Si tratta di dati scolastici, di articoli di giornale, di una pagina social, di un intervento su un forum ecc.

Qualsiasi cosa può essere fonte di giudizio. Come per un’azienda, insomma, anche ogni persona ha una sua brand reputation. L’importanza per un professionista di avere una buona reputazione sul web è intuibile e non è cosa da poco. Dobbiamo stare attenti alle informazioni che pubblichiamo ma anche all’indifferenziazione che impedisce al cliente di capire perché sceglierci.

Personal Branding: fare marketing di sé stessi

Abbiamo detto che cos’è la reputazione digitale e perché sia importante fare personal branding. Significa fare marketing di sé stessi. Fare self branding, nello specifico, ha due obiettivi fondamentali:

  • Mettere nella “piazza” del web una descrizione di se stessi che sia positiva e conforme a quanto affermiamo professionalmente;
  • Far slittare in secondo piano, fino a fare scomparire del tutto, le informazioni negative che ci sono in circolazione, vere o false (cosa molto fastidiosa!) che siano;

Il fatto che ci siano informazioni negative, infatti, non è affatto una buona cosa: una descrizione personale sbagliata, “poco lusinghiera” o compromettente, può pesare sui rapporti con clienti e collaboratori. Ricordati che il web è un amplificatore: se hai un messaggio che funziona offline, funzionerà online. Diversamente amplificherai un  danno a causa della “cattiva fama”.

Nella “fama digitale” rientrano tante cose: si va dalle cose più ovvie come i titoli, le cose fatte ieri e quelle che si vogliono fare domani, fino ad arrivare a cose personali come i propri valori e le persone che si “seguono” (per dirla in linguaggio social) o frequentano.

Tenere sotto controllo tutto questo, almeno agli occhi del web, è possibile e ci sono professionisti che sono specializzati proprio in questo: promuovere e curare il personal branding altrui.

linkedin , come creare, brand reputation, promuovere, sii sempre te stesso, presentazione di se stessi, descrizione di se stessi, autobiografia esempio, descrizione personale, self branding, fare marketing, come creare un brand personale, sferya

Personale branding: come coltivare la tua reputazione con la SEO

Come creare una reputation positiva? Come eliminare ciò che c’è di negativo? I metodi di approccio al personal branding sono diversi, ma nessuno è scontato. Per limitare i danni delle informazioni presenti quando sono negative, bisogna metterle in secondo piano rispetto a nuove positive. Per farlo non serve solo creare dei contenuti, ma ottimizzarli in modo che siano più facilmente reperibili rispetto agli altri. In una parola ti serve mettere in campo un po’ di tecniche SEO.

Per spiegare bene di che si tratta servirebbe un trattato intero. Esistono i SEO manager proprio per questo: è una figura professionale specifica per questo tipo di attività. La SEO è quella magia che permette di far trovare sui motori di ricerca quello che desideri.

Tu puoi creare i contenuti, un esperto di SEO può darti consigli su come ottimizzarli e posizionarli nel web. Fai sempre attenzione a chi ti rivolgi perché molti presentano il conto ma con scarsi risultati. Un buon SEO specialist può darti risultati in 3 mesi (5-6 mesi se ci sono online molte informazioni negative o “neutre”) poi dipende dai casi.

Se sei un personal trainer sai che le persone cercano “flessioni”, non “piegamenti su braccia” o “push up”. Il personal trainer che scrive con tecniche SEO, per farsi trovare da più utenti, inserirà come titolo “come fare le flessioni”. Poi nel testo specificherà che il termine corretto è “piegamenti su braccia”. La SEO ti dice cosa cercano le persone interessate al tuo argomento e se sei qui significa che le tecniche SEO funzionano. 😉

linkedin , come creare, brand reputation, promuovere, sii sempre te stesso, presentazione di se stessi, descrizione di se stessi, autobiografia esempio, descrizione personale, self branding, fare marketing, come creare un brand personale, sferya

Personal branding: da dove partire

Ci sono delle cose che puoi fare, anche se non sei una persona esperta di SEO, per aiutare a coltivare il tuo personal brand. Dove si può, è possibile fare una presentazione di se stessi in positivo e creare contenuti su di sé. Anche se il tuo interesse è professionale, tieni conto che sono importanti anche le tue opinioni personali: alla gente piace trattare con persone in linea con le loro idee. Una persona sgradevole e antipatica, resta sempre una seconda scelta, anche se ha servizi migliori o a miglior prezzo.

Cura la tua web reputation a partire dai profili LinkedIn, Facebook, Instagram e Twitter: guardali con occhio critico dal punto di vista di una persona che ti vede per la prima volta tramite quei canali e togli quello che va tolto. Metti delle restrizioni per controllare le pubblicazioni e tag da parte di amici e conoscenti.

Crea contenuti presentando il meglio che hai da offrire e sottolineando tutto quello che potrebbe farti apparire un professionista esperto utile agli altri. Se non hai un sito personale sfrutta i social per mostrare contenuti positivi della tua persona.

Un’ultima raccomandazione anzi due. Essere sempre sé stessi è importante perché altrimenti si finisce, prima o poi, col contraddirsi. Non dire bugie quindi, ma al massimo “ometti” delle cose: non ne parlare, insomma. Fai molta attenzione a schierarti troppo su posizioni politiche (a meno che non abbia a che fare con il tuo lavoro) o su temi caldi su cui la gente è molto divisa, perché ti giocheresti tutti quelli che non sono d’accordo con te.

Evita argomenti di politica, religione, tifo calcistico, alimentazione, temi etici ecc. È importante avere le proprie idee, capiamoci, ma se non c’entrano con il business, non vediamo perché dovresti ridurre i tuoi clienti o potenziali tali perché hanno idee diverse dalla tua.

1Minute Mail GRATIS: scopri i segreti per diventare subito un PROFESSIONISTA PRODUTTIVO.

Vuoi ricevere contenuti esclusivi che si leggono in un minuto?
Iscriviti subito!

ISCRIVITI SUBITO

Lascia un commento

Open chat
Help
Ciao!
hai bisogno di aiuto?

Scrivici pure, cercheremo di risponderti il prima possibile. 😊