Mi sono sempre chiesto come sono nate le grandi aziende di oggi. Quelle famose nel mondo e che tutti conosciamo. Anche loro hanno usato la resilienza come risorsa o era tutto bellissimo e meraviglioso mentre ora è tutto diverso?

Ogni storia ha il suo inizio

Oggi vi racconto di Gabrielle, una ragazza francese dalle origini umili, nata il 19 Agosto 1883 in un ospizio dei poveri a Samuri, in Francia. La madre è una lavandaia che ben presto muore mentre il padre è un venditore ambulante. Rimasto vedovo, prende i figli con sé per poi abbandonarli di nuovo nella casa della propria madre.

La nonna non potendo prendersi cura dei nipoti, manda i due fratelli maschi a lavorare presso un’azienda agricola. Le tre sorelle invece, le affida alle suore della congregazione del Sacro Cuore, presso l’orfanotrofio di Aubazine. Superato il limite di età per restare in orfanotrofio, Gabrielle viene iscritta ad una scuola di apprendimento delle arti domestiche. Compiuti i 18 anni, siamo nel 1901, Gabrielle inizia a lavorare come commessa presso un negozio di biancheria e maglieria, lì perfezione le nozioni di cucito apprese dalle suore. Capisci bene che è stata una vita difficile sin da principio eppure qualcosa cambia tutto.

needle-thread-sferya

Ogni giorno una nuova opportunità

Qualche anno più tardi Gabrielle incontra il grande amore della sua vita: Arthur un’ industriale campione di polo e uomo di cultura. I due vanno a vivere insieme a Parigi.

Arthur incoraggia e sostiene Gabrielle durante l’apertura del suo primo negozio. In un primo momento inizia a vendere cappellini di paglia creati da lei, ornati da semplici fiori in raso o da singole piume. Quei modelli sorprendono tutti perché sono completamenti diversi dai modelli che le signore dell’alta borghesia sono abituate a portare.

Passa qualche anno e Gabrielle inizia a confezionare e a vendere anche capi di vestiario. Nel 1913 apre un altro negozio nella località balneare di Deauville dove le famiglie più abbienti di Francia trascorrono il periodo estivo. Lì le signore acquistano i cappellini e gli abiti leggeri. Che cosa aveva fatto finora Gabrielle? Aveva creato qualcosa che non esisteva, aveva innovato e stava facendo fortuna con la sua grande passione.

hat-coco-chanel-sferya

Altre difficoltà da superare: la prima guerra mondiale

Nel Luglio del 1914 scoppia la prima guerra mondiale e in Agosto la Germania dichiara guerra alla Francia. I giovani uomini francesi si arruolano mentre le mogli fanno ritorno a Deauville dove svolgono opere di volontariato e assistono i feriti. Il negozio di abbigliamento di Gabrielle è l’unico ad essere rimasto aperto e offre capi di vestiario pratici e adatti alle esigenze, privi di bustini e corpetti che limitano i movimenti. Ancora una volta la sua capacità di adattarsi alla vita la stava premiando. È un bellissimo esempio di resilienza alle difficoltà della vita.

“Fino a quel momento avevamo vestito donne inutili, oziose, donne a cui le cameriere dovevano infilare le maniche. Invece avevo ormai una clientela di donne attive, una donna attiva ha bisogno di sentirsi a suo agio nel proprio vestito. Bisogna potersi rimboccare le maniche.”

Cit.

Il ritorno del successo

Nel 1915 Gabrielle apre la sua prima vera e propria maison di moda a Biarritz, sulla costa atlantica meridionale della Francia. Nel 1916 acquista una partita di jersey lavorato a macchina (un tipo di capo d’abbigliamento), con il quale inizia a realizzare i suoi capi. L’introduzione nel settore dell’abbigliamento del jersey è una vera novità: all’epoca veniva utilizzato per realizzare biancheria intima. Nel 1917 Gabrielle amplia le sue attività a Parigi e a Barritz. Negli anni ’20 realizza dei capi di vestiario che ancora oggi sono icona di stile. Nel 1927 gli abiti sportivi firmati da Gabrielle arrivano a Londra, nel quartiere di Mayfair, dove apre un nuovo negozio.

Sempre negli anni 20 esce il suo famosissimo profumo (apprezzato ancora oggi) realizzato con l’aiuto del profumiere Ernest Beaux. La fragranza doveva incarnare il concetto di femminilità senza tempo, unica e affascinante. La consacrazione del profumo arriva quando Marylin Monroe durante un intervista, sollecitata a confessare con quale abbigliamento andasse a letto, confessa :“Con solo due gocce di…”

Negli anni ’30 Gabrielle si dedica alla realizzazione di gioielli. Fino a quel momento aveva proposto in abbinato ai suoi capi: pezzi di bigiotteria come gioielli di cristallo, pietre finte, collane di perle false e catenelle dorate. Sempre in quegli anni vola ad Hollywood per un ingaggio come costumista. Rientra a Parigi due anni dopo.

La maison alla metà del decennio contava 20.000 dipendenti, 34 profumerie e realizzava 28.000 modelli l’anno. Con la seconda guerra mondiale Gabrielle chiude il suo atelier per riaprirlo solo alla fine del conflitto.

atelier-sferya

Il gran finale

Negli anni in cui Gabrielle si assenta dal mondo della moda, si fa conoscere con le sue proposte Christian Dior. Le idee che lancia Dior rinviano al passato, al busto della Belle Èpoque e alle gonne lunghe. Gabrielle non apprezza il recupero dei vecchi canoni. Nel 1953 una ragazza che Gabrielle conosce, si appresta a partecipare al ballo più importante dell’anno con un abito che la stilista definisce “un orrore”. Gabrielle si improvvisa sarta e con una tenda cuce direttamente sul corpo della giovane donna, realizzando un nuovo abito. Il giorno dopo la ragazza riferisce a Gabrielle quale scalpore ha suscitato il suo abito. Nel 1954 quasi settantunenne, Gabrielle riapre la sua maison e si ripresenta al suo pubblico con una nuova collezione, che presenta il 5 Febbraio del 1954.

shopping-sferya

“Prima di uscire, guardati allo specchio e levati qualcosa.”

Coco Chanel

Come hai potuto notare anche in un’epoca molto lontana dalla nostra c’erano difficoltà, concorrenza e tanti pensieri sulle decisioni da prendere. Eppure solo quando siamo davvero determinati i risultati arrivano. Ancora oggi nel mondo della moda si parla di Chanel ma molti non sanno cosa c’è dietro a quel nome che significa alta moda e femminilità. Indipendentemente che tu segua la moda o no, conosci il marchio. Ho fatto questo articolo cercando le informazioni su molti siti perché vorrei passarti il messaggio che le situazioni di ieri sono i successi di oggi.

Ricordati che il cambiamento agisce sempre: è questo il momento giusto per iniziare a cambiare vita.

Morris

“Cambia vita in 15 minuti”

 

Per chi segue il metodo S.F.E.R.Y.A:
Dedica 15 minuti al giorno a questi aspetti per avvicinarti al tuo obiettivo:

quali spunti utili ti ha lasciato questo articolo? Approfondisci e metti in pratica!

CAMBIA VITA IN 15 MINUTI
Hai già fatto il test di cambiamento rapido per scoprire se il Metodo S.F.E.R.Y.A. ti può aiutare a cambiare vita in 15 minuti? Clicca qui!
sferya-logo

 

Iscriviti alla newsletter di Sferya, in questo modo potrò aggiornarti costantemente (100% contenuti, 0% spam)

newsletter

Lascia un commento

Open chat
Help
Ciao!
hai bisogno di aiuto?

Scrivici pure, cercheremo di risponderti il prima possibile. 😊