Quando ci sentiamo particolarmente stressati e le giornate iniziano a girare male una dopo l’altra, possiamo mettere in pratica un po’ di sano training autogeno. Questo allenamento personale non è altro che un rilassamento muscolare unito a quello della mente, grazie all’immaginazione.

Come sempre sul web troverai corsi di training autogeno online, libri etc. Prima di acquistarli approfondisci da te cercando come parola chiave training autogeno da autodidatta e scopri meglio di che si tratta.

Questa tecnica di rilassamento è stata inventata dal Dottor Heinrich Schultz, uno psicoanalitico freudiano esperto d’ipnosi. Con le sue teorie ha dimostrato che i pensieri che le persone si fanno tendono ad andare a incidere sul corpo e sull’umore (per pensieri intendo i volgarmente detti “film mentali”).

Un’idea stressante, quindi, dà uno stato di tensione e una sensazione negativa non solo mentale, ma anche fisica. Lo stesso vale per i pensieri rilassanti: si traducono con un benessere psicofisico! Ed è qui che entra il gioco il training autogeno: la risposta giusta quando si cerca come tranquillizzarsi dentro e fuori.

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Come funziona il training autogeno

Il training autogeno è un meccanismo di meditazione personale e intima in cui la persona riesce a cambiare atteggiamento mentale nei confronti di modi di fare radicati e abitudinari che molto spesso portano all’infelicità. Grazie a questo metodo di rilassamento si riesce a lasciare vecchi modi di pensare, concentrando quell’energia piuttosto su qualcos’altro di positivo.

Col training autogeno si mettono corpo e mente in standby, in uno stato di rilassamento profondo: in questo momento il cervello può rielaborare le informazioni, assimilarle meglio e rimettere ordine nei cassetti della mente. I pensieri di questa fase possono davvero stupire per la fantasia, ma dopotutto la mente è una cosa meravigliosamente misteriosa. Strumenti “simili” possono essere usati anche da mental coach coi propri clienti ma non sono da confondere. Se cerchi un esperto che ti aiuti col training autogeno rivolgiti a uno psicologo o psicoterapeuta.

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Quali sono i benefici del training autogeno?

Il training autogeno è stato dimostrato avere tanti benefici positivi sulle persone, anche quando ci sono problemi di forte stress o ansia. Questo tipo di meditazione permette di evitare per quanto possibile i risvolti più gravi di questi disturbi, come possono essere: insonnia, attacchi di panico, mal di testa ricorrenti, fobie. Viene usato anche per prevenire tutti quei problemi fisici conseguenti a stati emotivi, quindi fastidi dermatologici, gastrointestinali, sessuali.

Questo tipo di tecnica può favorire anche una maggiore concentrazione e un alto livello di attenzione e, non a caso, viene messa in pratica anche nel mondo dello sport, prima di eventi importanti. Se si è consapevoli di soffrire di depressione o altri problemi psichici, è comunque opportuno parlare con chi ci segue (psicologo o psicoterapeuta) della propria intenzione di fare training autogeno.

Ad esclusione di questi casi, il training autogeno consente di vivere una vita più felice, di dare il giusto peso alle cose, di vivere la propria vita tranquillamente, meditando sulle cose importanti. Stress e ansia possono essere solo un brutto ricordo, così anche per certi versi la rabbia e le altre emozioni negative.

Come si fa training autogeno? Esercizi

Gli esercizi del training autogeno base (“inferiore”) consistono in un ciclo fatto di 6 esercizi, due basilari e quattro complementari. Tutto inizia con un momento di respirazione lenta e profonda per ossigenare i tessuti e rilassarsi: la concentrazione deve essere sul corpo, non pensando a nulla. Liberare la mente e rilassare il corpo ti dà le energie per ottenere benefici dagli altri 6 esercizi di training autogeno.

Dopo qualche minuto si parte con i primi due esercizi che sono quello della pesantezza e del calore che sono la base per la pratica di training. Con questa coppia di esercizi si rilassano i muscoli e il corpo si scalda. I vasi sanguigni sono dilatati e il sangue scorre più velocemente nel proprio corpo. Questo stato di rilassamento e di percezione del corpo è la base per partire con gli altri quattro esercizi, che sono quello del respiro, del cuore, del plesso solare, della fronte fresca.

Il respiro è sempre lento e non influenzato dallo status psicologico. Si percepisce il battito del cuore e si entra in contatto con la propria natura umana. Con gli ultimi esercizi ci si concentra sui propri organi, tra cui il cervello per il raggiungimento del massimo rilassamento fisico e mentale.

Il training autogeno è più difficile a dirsi che a farsi, con un buon corso o seguito da un ottimo professionista potrai imparare questa tecnica di rilassamento e metterla in pratica quando più ne hai bisogno.

Morris

 

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